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Madre-figlio: il rapporto si definisce nel primo anno

Sigmund Freud lo aveva detto: tutto accade nei primi anni di vita. Dopo di lui sono arrivate le conferme di una folta schiera di psicologi dell’età infantile. Adesso i ricercatori della University of Chicago rafforzano la convinzione: il rapporto che instaura tra madre e bambino nel primo anno di vita condiziona, nel bene e nel male, i comportamenti futuri del bambino. Buono o "monello", diligente o iperattivo: è tutto, o quasi, scritto nell’interazione tra la personalità materna e l’indole del neonato, indizi molto forti di quello che avverrà nell’adolscenza.
Gli studiosi hanno chiesto a circa 2 mila mamme di annotare quotidianamente su un diario tutte le reazioni del neonato neri primi dodici mesi di vita, non tralasciando i momenti sereni e quelli in cui il bambino era più piagnucoloso, dai giochi ai movimenti del corpo, ed in particolare i momenti di complicità e quelli di conflitto. Lo studio pubblicato sul Journal of Abnormal Child Psycology ha verificato l’ipotesi con una serie di osservazioni, individuando nell”irritabilità” del bambino un aspetto altamente predittivo del suo stato psicologico e dei suoi comportamenti tra i 4 e i 13 anni. I primi mesi di vita, sostengono gli autori della ricerca, sono fondamentali nel determinare il modo in cui il bambino si relaziona all’ambiente circostante. Ed ovviamente il rapporto esclusivo con la madre, che gli psicologi definiscono “folie à deux”, è il fattore che più pesa sullo sviluppo del "piccolo di uomo".

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Pubblicato il 14/07/2008