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La dieta dei 5 colori «incorona» il peperone

L’estate a tavola deve avere cinque colori: rosso, giallo-arancione, verde, blu e bianco. Quindi spazio a peperoni, formaggio, vitamina E e pesce. La regola dei cinque colori è ancora più necessaria nella stagione calda perché le abitudini alimentari “saltano” e tra la spiaggia e uno spuntino all’ombra non sempre si assumono i giusti nutrienti. I “consigli per le vacanze” arrivano dall’Osservatorio nutrizionale Grana Padano che ha analizzato stili e consumi di quasi 15 mila pazienti grazie al coinvolgimento di 500 tra pediatri e medici di base. Risultato: la fotografia delle tavole italiane da giugno a settembre non è a colori. O almeno non abbastanza.
“Per prevenire scottature, invecchiamento cutaneo, capillari delle gambe dilatati, congiuntiviti e il rischio di cataratta serve attenersi alla regola dei cinque colori ogni giorno”, dice Maria Letizia Petroni, responsabile di nutrizione clinica dell’Istituto Auxologico Italiano di Piancavallo (VB) e coordinatrice dell’Osservatorio. Il messaggio non è rivolto solo agli adulti che vogliono trarre il massimo beneficio dai raggi solari, ma soprattutto ai bambini che d’estate risentono di molte carenze alimentari, dalla vitamina C ai carotenoidi, e scontano un crollo verticale di acido folico (- 44%), dovuto in larga parte ad un regime alimentare non più controllato come accade nelle mense scolastiche durante i mesi invernali.
Quindi largo ai peperoni gialli, rossi e verdi, come ingrediente di insalate fredde di pasta o di riso e completate con scaglie di formaggio, ma anche in pinzimonio. I peperoni sono una miniera naturale di vitamina C e di tutte le varietà di carotenoidi. La nutrizionista consiglia anche di non tralasciare i tocoferoli (vitamina E) presenti in molti vegetali, frutta e olio d’oliva e quindi di “non fare l’errore di eliminare l’olio dall’alimentazione per cercare di perdere peso perché l’assenza di condimento riduce fortemente l’assorbimento dei carotenoidi”. Infine il colore blu degli omega-3 contenuti nel pesce azzurro. Nonostante l’estate e le vacanze al mare siano il momento migliore per consumare pesce, i bambini italiani continuano a mangiarne poco con forti ripercussioni sulle funzioni intellettive e sul sistema immunitario.
Dall’Osservatorio parte un messaggio soprattutto alle donne che sono le consumatrici più “deboli” di omega-3 affinché approfittino della vacanza per mangiare più pesce: “Oltre ai benefici per l’apparato cardiovascolare – sottolinea Petroni - gli omega-3 hanno un effetto protettivo nei confronti dell’insorgenza di alcuni tipi di depressione alle quali le donne sono più vulnerabili.

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Pubblicato il 14/07/2008