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Tra ricerca ed economia: il cammino della scienza per le sfide del futuro

Cosa significa essere scienziato oggi? Quali sono i confini deontologici ed etici da rispettare? Qual è il rapporto che lega la ricerca e lo sviluppo economico? Come ogni libro che merita di essere letto, anche il volume di Federico Di Trocchio, Il cammino della Scienza - Successi, rischi, prospettive (Mondadori 2008), lascia al lettore aperto l`orizzonte della riflessione. E non lo fa, però, in maniera evasiva, semplificante. Le domande, che chiudono il lavoro, vengono a conclusione di un lungo excursus storico, nel quale si ricostruisce con dovizia storiografica e puntualità teorica il percorso accidentato svolto dalla scienza sperimentale all`interno della cultura occidentale.
Scienza in chiaroscuro - E le difficoltà della scienza moderna iniziano proprio nel suo sorgere con Copernico e Galileo, vale a dire nel momento di passaggio verso un astronomia fondata sull`osservazione razionale e non sulla fisica aristotelica ovvero sulla scolastica medievale. Proprio nel trattare questo rivoluzione categoriale, Di Trocchio evidenza una sensibilità argomentativa che lo porta a non separare in maniera manichea il nuovo dal vecchio. La ricostruzione dell`autore gioca con i chiaroscuri della storia, con le continuità e non soltanto con le discontinuità. È così che, ad esempio, la teologia medievale non si configura semplicemente come l`ostacolo dogmatico allo sviluppo della scienza, ma anche come la "palestra" di esercizio per la razionalità, che si esplicherà nelle sperimentazioni astronomiche e fisiche. Sarà infatti proprio la fisica, a seguito delle scoperte newtoniane, a guidare lo sviluppo delle sapere quantitativo: dalla meccanica classica all`elettricità, al magnetismo, fino ad arrivare alla fisica atomica. Il quadro delle conoscenze si amplia a tal punto da coprire tutte le regioni dell`esistente. E, allo stesso tempo, consente di intervenire su tutte le realtà dell`universo, anche per fini economici.
Micro-macro a confronto - L`onnicomprensività, conoscitiva e performativa, che le scienze sono riusciti a conquistarsi nel giro di qualche secolo, ha generato una sorta di circolo epistemico, a seguito del quale sono divenute nuovamente prioritarie le questioni cosiddette "ultime". E per la fisica questo circolo avviene nel passaggio dall`infinitesimamente piccolo (come sono i quark) all`infinitesimamente grande (come sono le teorie del Big Bang). Questo fenomeno circolare prende corpo anche nelle cosiddette scienze biologiche: dalle teorie evoluzionistiche, che cercano di ricomprendere l`intero percorso della vita sulla terra, alle scoperte genetiche, che esplicano in tutti i suoi passaggi costitutivi il mistero stesso della vita.
Gli incroci "etici" - Di fronte a queste barriere ultime, con le quali la scienza è sempre più portata al confronto, si aprono le questioni etiche, deontologiche e bioetiche, che Di Trocchio affronta, con appropriato tempismo argomentativo, all`ultimo stadio del cammino della scienza. Liberata dai legami dogmatici della religione e avvinta a quelli produttivi dell`economia, il cammino della scienza futuro - come ricorda a più riprese l`autore - non va letto, e compreso, solamente in una prospettiva epistemologica, ma anche in un`ottica etica. E dal libro, questa necessità emerge senza compromessi di sorta.

F. Di Trocchio, Il cammino della scienza - Successi, rischi, prospettive, Mondadori Università 2008

di s.p.
Pubblicato il 11/05/2009

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