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Fecondazione assistita: meno ormoni grazie alle nuove tecnologie

Bombardamento ormonale per la fecondazione assistita? No grazie. La stimolazione ovarica attraverso i farmaci per ottenere tanti ovuli possibilmente di qualità non è più necessaria. "Lo sviluppo tecnologico consente già oggi di ridurre notevolmente l`utilizzo di ormoni". Ne è convinto Pieraldo Inaudi, organizzatore del convegno della Società Mediterranea della Medicina Riproduttiva, che si è tenuto a Firenze dal 7 al 9 maggio.
"La tecnologia ci permette di selezionare subito gli ovociti migliori e ci consentirà di abbassare i costi per un`applicazione della fecondazione assistita anche nei paesi poveri", prosegue il ginecologo, responsabile del centro Medical Service di Firenze.
Al centro dell`incontro fiorentino ci sono stati le ultime novità nel campo della fecondazione assistita e il confronto sugli ultimi studi effettuati. I più importanti riguardano l`impiego della tecnologia molecolare, l`uso degli ultrasuoni e della birifrangenza. Al di là di alcune divergenze, tutti concordano su un punto: ridurre la stimolazione ormonale oggi è finalmente possibile grazie ad una tecnologia medica che ha fatto passi da gigante negli ultimi anni. "Siamo arrivati ad un punto di svolta. E tutto questo grazie alle nuove tecniche che abbiamo a disposizione non solo nella ricerca ma anche nell`attività clinica di tutti i giorni", spiega Claudio Manna dell`Università Tor Vergata di Roma.
Il dibattito scientifico non può non confrontarsi con le novità che riguardano la Legge 40. Il convegno arriva dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato parte della legge, oggetto di un referendum nel 2005. La Consulta ha cancellato la parte della norma che prevedeva l`obbligo di impianto contemporaneo di massimo 3 embrioni ogni volta, vietando il loro congelamento. Mentre Luca Gianaroli, presidente della Società Europea per la Riproduzione Umana (ESHRE), plaude alla decisione della Consulta che "restituisce al medico la facoltà di decidere, dando priorità alla donna rispetto all`embrione", Inaudi ricorda come la Legge abbia spinto i ginecologi ad optare per il congelamento degli ovociti, non potendo conservare gli embrioni. "Ma questa tecnica - prosegue Inaudi -, ancora sperimentale, non offre gli stessi risultati.  Per questo - conclude - un numero elevato di coppie si rivolge a centri della fecondazione assistita all`estero, soprattutto in Spagna. Quindi, la saggezza del legislatore dovrebbe essere quella di prendere atto della situazione, cercando una soluzione condivisa che non penalizzi le coppie".

di cosimo colasanto
Pubblicato il 11/05/2009