Logo salute24

Se la genetica minaccia i «geni»

Michael J. Sandel, Contro la perfezione. L’etica nell’età dell’ingegneria genetica, Vita e Pensiero 2008, pp. 122 È davvero possibile trasformare l’essenza umana? Tutte le speculazioni sull’ingegneria genetica possono davvero portare a creare uomini “perfetti”? In questo saggio, proposto al pubblico italiano dalla casa editrice Vita e Pensiero, si provano a dare delle risposte. L’autore del libro è Michael J. Sandel, uno dei più noti filosofi politici americani. I suoi corsi all’università di Harvard sono stati seguiti da migliaia di studenti, un caso di successo unico nella storia dell’ateneo del New England. In questo libro, egli sceglie di spostare il tiro e di affrontare le implicazione future, in ambito pubblico, delle scoperte genetiche.
La ricerca sul genoma umano si muove dall’assunto terapeutico: l’obiettivo è trovare il modo per curare malattie molto gravi. Una volta acquisite le conoscenze, è possibile però che esse vengano utilizzate al di là del fine prefissato. Diventa quindi inevitabile porsi la domanda circa il pericolo di una effettiva “ingegneria genetica”. Il punto chiave della questione sta nell’idea di “programmazione”. La capacità tecnologica di utilizzare e di ampliare gli effetti delle conoscenze genetica comporta la creazione di una sorta di “ricerca della perfezione”, l’insorgenza di una volontà di superamento dei limiti umani. In questa spinta “all’implementazione” si radica, per Sandel, la minaccia che la conoscenza, prodotta dall’uomo, pone al futuro del genere umano. Si rischia, seguendo questa tendenza migliorativa, di perdere la specificità, la contingenza miracolosa che caratterizza l’esistenza di ogni singolo.

di
Pubblicato il 14/07/2008