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Dall’happy hour
al cheap food,
mangiare «costa caro»
Non solo banche, investimenti e portafogli: la crisi economica colpisce anche la salute. Mentre gli indici delle principali piazze finanziarie del mondo cadono a picco, il trend dei livelli di colesterolo continua invece a essere in salita. Responsabile il sempre più frequente ricorso al “cibo spazzatura” a metà prezzo. E le conseguenze sulla salute non tardano a farsi sentire: secondo uno studio della Harvard School of Public Health, infatti, la crisi economica potrebbe aumentare il rischio di ipertensione, malattie cardiache e ictus.
Dieta disastro – “Dollar menu disease”: così oltreoceano hanno ribattezzato i disturbi di salute legati alle cattive abitudini alimentari in tempi di recessione economica. Quando il portafogli si assottiglia e gli straordinari lavorativi diventano una necessità, la scelta dei cibi da acquistare si trasforma infatti in un’asta per il pezzo più basso. Così panini farciti, pollo fritto, cibi pronti e take-away prendono il posto delle sane abitudini alimentari. Con il risultato che il livello di colesterolo nel sangue si impenna. E il rischio di malattie cardiache e vascolari aumenta.
Salute low-cost – In realtà, suggeriscono gli esperti, mangiare spendendo poco non significa necessariamente consumare cibi poco salutari. I fagioli, ad esempio, sono alleati molto economici per la nostra salute cardiaca e finanziaria. Ma anche noci, mandorle, pasta integrale, uova e frutta in scatola sono alimenti che non pesano molto sul portafogli. E la salute ringrazierà.
di lidia baratta (18/05/2009)

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