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L’affondo dei medici: «Dopo la Consulta la legge 40 è cambiata»

Analisi pre-impianto sugli embrioni? Crioconservazione? Dopo la sentenza della Consulta e in attesa delle nuove linee guida sulla fecondazione assistita, i ginecologi di alcuni centri per la riproduzione in vitro decidono di reintrodurre nelle loro attività cliniche le due tecniche che la Legge 40 aveva vietato.
“La sentenza della Corte cambia il panorama della riproduzione assistita in Italia, ponendo le condizioni per migliorare la qualità della vita dei pazienti”, dice Antonino Guglielmino, ginecologo e presidente della Fondazione Hera di Catania in apertura del convegno nazionale della Società Italiana di Fertilità e Sterilità sulle conseguenze prodotte dalla sentenza della Consulta. Ne è convinto anche Andrea Borini, responsabile di Tecnobios-Procreazione di Bologna, il quale aggiunge, al margine dell`incontro, di essere “pronto da subito a praticare il congelamento degli embrioni e la diagnosi genetica pre-impianto, se dovesse esserci la necessità di proteggere la salute psico-fisica della donna". Il medico e il paziente dovranno decidere insieme attraverso il consenso informato e per questo, aggiunge Borini, "personalmente mi assumerò le mie responsabilità e non attenderò eventuali linee-guida, perché ritengo che la legge sia già chiara”.
L`intervento della Consulta non ha modificato l`impianto della legge, aveva ribadito il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella all`indomani della sentenza. Esperti e ricercatori di medicina riproduttiva presenti al convegno romano sono di tutt`altro parere. “La sentenza della Corte produce una nuova norma”, spiega Marilisa D`Amico, docente di diritto costituzionale alla Statale di Milano e membro del collegio di difesa dei pazienti che avevano presentato il ricorso alla Consulta che ha provocato la decisione. “Questa è una norma immediatamente applicabile - sostiene - che consentirà di produrre il numero di embrioni necessario alla paziente e di crioconservare quelli eventualmente non impiantati”.
I ginecologi si dicono preoccupati dalle nuove linee guida che il governo si prepara a scrivere. Il rischio è che si possa vietare il congelamento degli embrioni e l`analisi pre-impianto. Tuttavia, spiega la D`Amato, “le nuove norme stabilite dalla Corte non possono essere toccate da regolamenti o da linee guida, né tanto meno da nuove norme legislative che entrino in contrasto con i principi stabiliti dalla Corte Costituzionale. Di conseguenza, alla norma generale si aggiunge un`eccezione, una `finestra` aperta che affida alla responsabilità del medico le decisioni sul numero di embrioni da produrre e della necessità di crioconservazione”.

di cosimo colasanto
Pubblicato il 14/05/2009