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Caso Eluana, il richiamo di Fisichella «I giudici non possono sostituirsi alla legge»

"Non nascondiamoci dietro un gioco di parole. Assisteremo purtroppo, con dolore e tristezza, alla morte provocata di una persona". Lo ha detto monsignor Rino Fisichella, neopresidente della Pontificia Academia Pro Vita, a proposito della decisione dei giudici di Milano di staccare la spina ad Eluana Englaro, che il presule considera una forma di"eutanasia". La sentenza, ha aggiunto Fisichella, " può essere impugnata presso una corte superiore" e c`è la possibilità di "ragionare con maggiore serenità e meno emotività ".
Di fronte alla decisione presa oggi dai magistrati c’è "un duplice sentimento", da una parte "tristezza e amarezza" e dall`altra "profondo stupore". "Profonda amarezza – spiega l’alto prelato - per come si risolverà purtroppo una vicenda di dolore, perché Eluana è ancora una ragazza in vita, il coma è una forma di vita e nessuno può permettersi di porre fine a una vita personale". E "profondo stupore, per come sia possibile che il giudice si sostituisca in una decisione come questa alla persona coinvolta, al legislatore - perché - ha aggiunto il vescovo - non mi risulta che in Italia ancora ci sia una legislazione in proposito, e anche soprattutto ai medici che hanno competenza specifica del caso".

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Pubblicato il 14/07/2008