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Caso Eluana: le «istruzioni» dei giudici milanesi

Nelle motivazioni con cui i giudici della Corte d’Appello hanno autorizzato Beppino Englaro a fermare l’alimentazione forzata della figlia sono contenute anche delle indicazioni particolareggiate sulle procedure: «Accogliendosi un esplicito richiamo della Suprema Corte a impartire qualche ulteriore disposizione pratica e cautelativa - scrivono le toghe -, in accordo con il personale medico e paramedico che attualmente assiste o verrà chiamato ad assistere Eluana, occorrerà fare in modo che l`interruzione del trattamento di alimentazione e idratazione artificiale con sondino naso-gastrico, la sospensione dell`erogazione di presidi medici collaterali (antibiotici o antinfiammatori ecc.) o di altre procedure di assistenza strumentale avvengano in hospice o altro luogo di ricovero confacente, ed eventualmente - se ciò sia opportuno e indicato in fatto dalla miglior pratica della scienza medica - con perdurante somministrazione di quei soli presidi già attualmente utilizzati atti a prevenire o eliminare reazioni neuromuscolari (come sedativi o antiepilettici) e nel solo dosaggio funzionale a tale scopo".
Il magistrato che ha stilato la relazione che accompagna la sentenza fa riferimento anche alle precauzioni cui attenersi in seguito all`interruzione della nutrizione che dovrà avvenire "con modalità tali a garantire un adeguato e dignitoso accudimento accompagnatorio della persona (ad esempio anche con umidificazione frequente delle mucose, somministrazione di sostanze idonee a eliminare l’eventuale disagio da carenza di liquidi, cura dell`igiene e del corpo e dell`abbigliamento) durante il periodo in cui la sua vita si prolungherà dopo la sospensione del trattamento e in modo da rendere sempre possibili le visite, la presenza e l`assistenza, almeno dei suoi più stretti familiari».

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Pubblicato il 14/07/2008