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Migranti:
«La maggior parte
si ammala in Italia»

È un pregiudizio radicato: i migranti sono portatori di nuove malattie. Gli stranieri che si rivolgono agli ospedali italiani, in realtà, contraggono le malattie una volta giunti nel nostro Paese a causa delle precarie condizioni igieniche e sociali in cui – soprattutto gli irregolari – si trovano a vivere. «Chi arriva a Lampedusa – spiega Alessandra Tramontano, Responsabile Medico per l`Italia di Medici Senza Frontiere – nella maggior parte dei casi non è malato. La motivazione è semplice: per affrontare un viaggio simile è necessario essere in ottime condizioni di salute. Tutti si ammalano a causa dei lavori usuranti a cui sono costretti quando, una volta clandestini, restano in Italia».
Le malattie - Si tratta soprattutto di dermatiti, tra cui la scabbia, dovute alla promiscuità in ambienti sovraffollati, di disabilità provocate da fratture ossee non curate e causate da incidenti sul lavoro o, ancora, di malattie infettive come la tubercolosi. «La tbc in particolare – spiega Tramontano - è strettamente legata alle precarie condizioni igienico-sanitarie ed era molto diffusa nell`Italia di sessant`anni fa».
Cure per tutti - Ad oggi, spiega Oliviero Forti, responsabile dell`Ufficio Immigrazione della Caritas italiana, «il pericolo è che le norme contenute nel disegno di legge (ddl) sulla sicurezza spingano gli irregolari a non curarsi. La semplice possibilità per i medici di scegliere se denunciare o meno chi è privo di permesso di soggiorno, potrebbe spingere gli stranieri malati a non rivolgersi agli ospedali. Che questo sia un pericolo per la collettività è evidente e solo una politica di inclusione sociale può davvero assicurare sicurezza. Ad oggi – aggiunge Forti – ci sono ancora 700mila badanti clandestine di cui invece nessuno sembra si stia occupando».
No alla denuncia - Un deciso rifiuto sulla possibilità di denunciare i clandestini viene, infine, da parte dell`Associazione dei Medici Cattolici Italiani (Amci): «L`azione di contrasto all`immigrazione clandestina non si può fare negli ospedali – spiega Vincenzo Saraceni, presidente dell`Amci – e i nostro medici non denunceranno gli irregolari. Che la situazione sia seria – conclude – lo si evince dal calo di stranieri che si è registrato nei pronto soccorso italiani».

di em. t. (28/05/2009)

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