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Cellulite:
no alle sigarette,
sì a verdure e acquagym

Non è una malattia, ma una predisposizione fisica. E riguarda circa il 95% delle donne. Quasi la totalità. Ad affermare che alla cellulite non si deve guardare come a una patologia, ma come a un accadimento naturale per la stragrande maggioranza delle donne, è Carlo D`Aniello, presidente della Sicpre (Società italiana di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica). Mal comune mezzo gaudio, dunque? Forse sì: sapere che il problema accomuna molte persone, se non altro, aiuta a non sentirsi sole. Ma se in quel 95% di donne che hanno la pelle a buccia d`arancia ce ne sono molte che se ne fanno una ragione senza farsene una malattia, molte altre, invece, soprattutto con l`arrivo dell`estate dichiarano guerra aperta agli antiestetici cuscinetti che decidono di posarsi su fianchi e cosce, senza vedere mai il momento di sparire.
Le ragioni - La differenza tra chi soffre di cellulite e chi no, spiega D`Aniello, dipende spesso e volentieri dal corredo genetico, inclemente nella maggior parte dei casi. Ma, comunque, qualcosa si può fare per migliorare - o quantomeno per non peggiorare - la condizione della pelle e della ciccia su fianchi e cosce. Come e cosa mangiare? Quanto si deve bere? Tanto per iniziare, spiega D`Aniello, si deve iniziare dal chiudere con le cattive abitudini: "Smettere di fumare è il primo passo da fare se si vuole provare a combattere la cellulite", spiega a Salute24 D`Aniello.
Cosa fare - Si parte con la tavola: "Mangiare in modo sano, senza condire troppo i cibi, e consumare molta frutta e verdura". E poi dissetarsi con l`acqua, evitando il più possibile bevande dolci e gassate: "Molto importante è bere tanta acqua, ricordando che più si va in là con l`età - continua l`esperto - più si deve aumentare la quantità di acqua e fibre introdotta nell`organismo quotidianamente". Per favorire una buona circolazione venosa e linfatica, poi, non si possono dimenticare le passeggiate: "Da svolgere rigorosamente nei momenti più freschi della giornata. L`ideale sarebbe poter passeggiare in acqua, per favorire ulteriormente il ritorno venoso". E se non si vive vicino al mare, si può sempre optare per un corso di acquagym in palestra.

di Miriam Cesta

Data: 29/05/2009

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