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Stress da esami: le «smart drugs» uccidono la memoria

Con il periodo degli esami ha anche inizio il ricorso a stimolanti di diversa natura per tenere “desta” l’attenzione. Molti studenti, infatti, per restare concentrati tendono a fare ricorso non soltanto a mega-tazze di caffè, ma anche alle cosiddette “smart drugs”, ovvero sostanze psicoattive utilizzate per la cura dei disturbi da deficit di attenzione e iperattività, dell’autismo e di disturbi del sonno.
Si tratta di prodotti in grado di aumentare le capacità cognitive, che vengono sempre più spesso utilizzati dai ragazzi per migliorare, attraverso la stimolazione dei neurotrasmettitori cerebrali dopamina e noradrenalina, le loro capacità di concentrazione, apprendimento e memoria.
Le "smart durgs" vengono acquistate senza prescrizione medica - poiché vengono vendute anche via internet - e assunte dagli studenti in previsione degli esami, con l’idea di conseguire migliori performance e prendere voti più alti. Tuttavia gli esperti ne sconsigliano l’utilizzo: questi prodotti, se autoprescritti, possono causare diversi effetti collaterali, tra cui riduzione dell’appetito, perdita di peso, irritabilità, ansia e dipendenza. Nei casi più gravi possono persino provocare allucinazioni  - riguardanti per lo più insetti e rettili - e, spesso, determinare nel giro di pochi giorni dei disturbi del sonno che finiscono col danneggiare la memoria – essenziale per consolidare le informazioni acquisite – e vanificare, pertanto, gli sforzi compiuti.

di nadia comerci
Pubblicato il 12/06/2009

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