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Tattoo con magagna:
levar via l’errore
costa 1.000 euro

Ci sono amori di cui si vuole cancellare ogni ricordo oppure segni di mode diventate "out" o peggio ancora macroscopici errori di ortografia come quello in "bella vista" sulla schiena dell`americana Hayden Panettiere (nella foto). Niente di preoccupante quando le tracce da dimenticare si trovano sulle pagine di un diario. L`affare si complica quando è ad essere indesiderato è il tatuaggio. E rimuoverlo non è sempre possibile.
Colori "Molto dipende dai colori utilizzati - spiega la dermatologa Marina Romagnoli -, ci sono pigmenti che rendono può difficile asportare il tatuaggio, come il verde". Altri colori, poi, una volta sulla pelle, prendono nuance diverse col tempo, "i colori carnei e il bianco facilmente virano diventando più scuri".
I pentiti del tattoo possono ricorrere alla tecnologia. "Se non ci sono in atto reazioni allergiche o la formazioni di granulomi, che richiedono un eventuale intervento chirurgico - chiarisce la specialista - si può ricorrere al laser: la tipologia Q-Switched è più sicura ed efficace perché il raggio rimuove il pigmento ma non distrugge le cellule della cute lasciando cicatrici". È bene sapere che la parte trattata non deve essere esposta ai raggi Uv (sia del sole che di lampade) per almeno un mese dopo ogni seduta. "Le applicazioni variano a seconda del tatuaggio: il tipo di colore, la grandezza, la profondità", ricorda Romagnoli. Un piccolo ideogramma giapponese va via in due o tre sedute, mentre per un tribale, più grande e pieno, possono essere necessarie ben 12 sedute. Anche i costi variano in funzione del numero di sedute e della complessità dell`intervento, dai 150 euro ai 1000 dei trattamenti più spinosi. "Talvolta a rendere più lungo il lavoro - spiega la dermatologa - è la presenza di tatuaggi con colori sovrapposti che vengono visualizzati solo col procedere delle sedute". Cosa che capita anche quando ricompare un vecchio tatuaggio sotto quello che si sta rimuovendo.
Anche chi sceglie il tatuaggio "mordi-e-fuggi" all`hennè sotto l`ombrellone può andare in contro a qualche lieve controindicazione. "Il rosso, ad esempio - spiega la specialista - dà più facilmente reazioni allergiche, anche se è meno duraturo e quindi gli eventuali guai durano meno". Il ripensamento o la rimozione non sono necessari, dato che svaniscono in qualche settimana, ma qualche fastidio lo possono sempre preoccupare. "Possono anche dare fotosensibilità - dice Romagnoli -, la parte può gonfiarsi, provocare prurito o possono comparire vescicole". 
Anche nelle località di mare, per i tatuaggi indelebili, non devono mai sfuggire le precauzioni. "Sottoporsi sempre al tatuaggio solo in locali idonei - avverte la specialista -, accertarsi che il tatuatore usi sempre materiali sterili o monouso, evitare gli ambulanti e se si intende continuare ad andare in spiaggia nei giorni successivi evitare zone della pelle foto-esposte". Un ultimo avvertimento: in ogni caso evitare i tatuaggi riparatori. Un consiglio anche per la Panettiere, alla quale un tatuatore-calligrafo non proprio in sintonia con la lingua italiana ha lasciato sulla pelle una "i" in più del necessario nella frase "Vivere senza rimimpianti".

di cosimo colasanto (13/06/2009)

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Commenti dei lettori

    • Gino18/02/2011
    • Vivere senza rimipianti!!!!!! Sottoni!