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Sostanze proibite alle Olimpiadi Le autorità cinesi corrono ai ripari

Mancano meno di tre settimane all’inizio dell’Olimpiadi e, dopo la bufera-Tibet, le autorità cinesi non vogliono rischiare altre “cadute” in vista dell’apertura. Il fronte del “doping” è uno dei temi sensibili. Se atleti cinesi fossero trovati positivi nell’edizione in cui la Repubblica Popolare vuole tentare il sorpasso agli Usa nel medagliere olimpico, il rischio è di macchiare le competizioni.
Per questo motivo, prima è scattato l’esonero per otto atleti, due dei quali facevano parte di squadre nazionali, come il lottatore Luo Meng e il nuotatore Ouyang Peng, in “odore” di medaglia. Per loro l’attività agonistica è finita per sempre. Il divieto permanente ha colpito anche i due allenatori di Ouyang e Luo. E’ andata meglio, ma non troppo, alla marciatrice cinese Song Hongjuan che è stata squalificata “solo” per quattro anni (fino al 25 marzo 2012) dopo essere risultata positiva ad un test antidoping eseguito lo scorso febbraio.
Gli organismi anti-doping stanno svolgendo controlli a tappeto, estendendo la vigilanza anche anche ad atleti che non parteciperanno alle Olimpiadi per non destare sospetti. "Scoprire degli inganni nell`uso di medicinali, attraverso il doping, non è per noi fonte di imbarazzo -ha sostenuto Yuan Hong capo della Commissione antidoping del Comitato Olimpico Cinese all`agenzia Xinhua - ma, al contrario, conferma la dura posizione nei confronti della lotta contro il doping". I test antidoping effettuati sono stati 5.236 solo quest`anno, più dell`80% sono stati effettuati al di fuori delle competizioni, soprattutto su atleti che si stanno preparando per le Olimpiadi. "Questi casi positivi provano - ha aggiunto Zhao Jian - anche che la lotta contro il doping è molto lunga e difficile perché ci sono sempre delle persone che credono si possa farla franca”.

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Pubblicato il 15/07/2008