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Cure palliative: cambia la prospettiva, a breve la nuova legge

Anche in Italia l`approccio verso la terapia del dolore sta cambiando. Lo confermano i dati presentati oggi dal Centro Studi Mundipharma, in occasione del convegno "Cura del dolore: un segno di civiltà", organizzato dal Sole 24 Ore Sanità alla Camera dei Deputati. In relazione all`impiego di farmaci oppioidi nella terapia del dolore cronico, si evidenziano in Italia i primi importanti segnali di crescita. Sebbene occupi ancora l`ultimo posto in Europa per spesa e consumo procapite, l`Italia è il paese ad aver  registrato il maggiore incremento nel 2008 rispetto all`anno precedente, con un +23,83% sulla spesa per singolo cittadino, contro un +6,76% della media europea (fonte Centro Studi Mundipharma, su rielaborazione dati IMS Midas 2008). Questi sono alcuni dei dati  al centro del convegno odierno, che ha visto la presenza di esponenti istituzionali, di rappresentanti di società scientifiche e di associazioni a sostegno dei pazienti. Tra gli altri hanno partecipato il vice ministro del Welfare, Ferruccio Fazio, e il presidente della Commissione Affari Sociali della Camera, Giuseppe Palumbo, e il vicedirettore del Ilsole24ore, Alberto Orioli, che ha coordinato la tavola rotonda mattutina.
La legge - In particolare sull`iter normativo di approvazione della legge si è espresso a Salute24 il presidente Palumbo: "La legge sulle cure palliative, quella che dovrà garantire - soprattutto ai malati cronici e terminali - una adeguata cura del dolore, sarà approvata dalla Camera entro luglio,  per poi passare all`esame di Palazzo Madama" . Il testo contiene una scelta di rilievo, come ha sottolineato Palumbo anche durante il suo intervento: le Regioni che non si  adegueranno agli standard previsti dalla norma si vedranno chiudere i cordoni della borsa. La norma, spiega, dovrebbe essere approvata in commissione la prossima settimana, ed essere poi calendarizzata entro 15 giorni in Aula. Dove, auspica Palumbo, "non dovrebbero esserci  problemi". Altro tasto sul quale batte il presidente della commissione è la formazione: "Oggi in Italia solo anestesisti, oncologi e qualche neurologo hanno una formazione e una cultura sulla terapia del dolore. E così certi farmaci meno noti vengono prescritti con  molta difficoltà. Dobbiamo fare - conclude- un grande sforzo di formazione, soprattutto sui medici di famiglia".

di s.p.
Pubblicato il 16/06/2009