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Tiroide sotto esame: malattia di famiglia che si cura col «mare»

Un caso per ogni famiglia italiana. Le donne maggiormente colpite, 6 volte più degli uomini. Patologie e disturbi funzionali della tiroide crescono di pari passo alla capacità di diagnosticarli. Il 30% della popolazione italiana ne soffre. A loro sarà dedicata la "Prima giornata per la tiroide" in programma il prossimo 19 giugno a Roma, per un confronto tra esperti e associazioni di pazienti, in testa l`Atta-Lazio (Associazione Ammalati di Tumori della Tiroide e Associati), più uno spettacolo di chiusura condotto dal testimonial Pippo Baudo.
I casi - L`aumento dei casi diagnosticati "è riconducibile non tanto ad un incremento dell’incidenza della malattia, quanto ai progressi in campo diagnostico - spiega Vincenzo Toscano dell’Università La Sapienza di Roma - ottenuti soprattutto grazie all’utilizzazione routinaria dell’ecografia". Ci sono poi le cause: alcune patologie tiroidee sono provocate da carenza iodica. Il gozzo è tra quelle più frequenti e consiste nell’aumento volumetrico della tiroide. Nei paesi a normale apporto iodico l’incidenza del nodulo tiroideo è del 4-5%, mentre raggiunge anche il 25% nei paesi con carenza iodica. I casi di  nodulo tiroideo, invece, interessano una area di tessuto tiroideo circoscritta, anche molto piccola. Nel 95% dei casi sono benigni e, se non vi è una alterata funzione, possono essere gestiti con assoluta tranquillità, talvolta senza alcun bisogno di trattamento.
Gli esami, la "rete" - Se l`esame citologico, mediante ago aspirato, dovesse invece suggerire la malignità del nodulo (circa il 5% dei casi), allora la gestione diventa chirurgica. A questo proposito è indispensabile l’organizzazione di “reti” assistenziali, che garantiscano un facile accesso ai Centri di Medicina Nucleare, “snodi” fondamentali nella continuità terapeutica. Ma qual è lo stato dell`assistenza? Se lo chiedono le associazioni che hanno promosso una sondaggio sulla percezione della qualità del Servizio Sanitario Nazionale da parte dei pazienti "per far emergere  - spiega Laura Zancolò membro del Consiglio Direttivo dell`Atta Lazio - quali sono le principali problematiche che i pazienti si trovano quotidianamente ad affrontare per la diagnosi e la cura del tumore tiroideo, soprattutto alla luce delle differenze esistenti tra regione e regione".
Attenzione alle mamme - Durante l`allattamento il bambino attinge dalla madre lo iodio necessario per la crescita: una carenza temporanea può provocare ipotiroidismo nel neonato e, se la carenza persiste - spiegano gli esperti - può portare a ritardi nello sviluppo del bambino. L`alimentazione gioca un ruolo estremamente importante nella prevenzione: consumare pesce e frutti di mare almeno due o tre volte la settimana contribuisce al corretto apporto di iodio. Va sfatata la convinzione che più iodio viene assunto, più la tiroide lavora, inducendo un aumento del metabolismo. Esiste infatti un sistema di autoregolazione che fa diminuire l`assorbimento di iodio da parte della tiroide. Lo iodio in eccesso viene, poi, eliminato attraverso le urine.

di cosimo colasanto
Pubblicato il 17/06/2009

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