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Diabete, il controllo regolare non riduce i pericoli per il cuore

Un controllo intensivo del livello di glucosio nel sangue non riduce il rischio di eventi cardiovascolari nei pazienti con diabete di tipo 2 che hanno fattore di rischio cardiovascolare. Sembra però riuscire a tenere sotto controllo il rischio di complicanze a livello renale.È questo il risultato di due studi, Accord e Advance, pubblicati sul numero di giugno del New England Journal of Medicine e presentati al meeting dell’American Diabetes Association, ADA, che si è tenuto recentemente a San Francisco.Il punto di partenza dei due studi è l’evidenza che ha stabilito una connessione tra il livello di glucosio nell’emoglobina ed eventi cardiovascolari in pazienti con il diabete di tipo 2. L’oggetto delle nuove indagini è stato quello di verificare se una specifica terapia per tenere sotto controllo il livello di glucosio nel sangue servisse anche a ridurre il rischio di problemi cardiaci nei malati di diabete, che avessero già avuto eventi cardiaci o presentassero particolari rischi per quel tipo di patologie.Rispetto a una strategia terapica standard, l’uso di una terapia ad hoc per stabilizzare il livello dell’emoglobina glicosilata non riduce dunque in maniera significativa i rischi di eventuale complicante cardiovascolari.

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Pubblicato il 10/09/2008