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Staminali: identificata
la «cellula-madre»
da cui nasce il cuore

Individuata la cellula staminale “madre” del cuore: lo studio arriva dall`Harvard Stem Cell Institute di Cambridge, Massachusetts, ed è stato pubblicato su Nature. I ricercatori hanno identificato, infatti, una singola cellula embrionale capace di differenziarsi nei tre diversi tipi cellulari da cui si forma il muscolo cardiaco.
“Si tratta di una scoperta semplice ma molto importante – afferma Kenneth Chien, autore della ricerca – che ci permette di comprendere come il cuore umano è costruito, come è fatto, quali sono le cellule progenitrici che gli permettono di formarsi”.
Una scoperta, oltretutto, che ha enormi implicazioni: studi futuri potrebbero consentire lo sviluppo di tecniche di riparazione e rigenerazione dei tessuti cardiaci danneggiati di chi ha problemi congeniti al cuore o di chi è stato vittima di un infarto.
Il cuore bambino - Per capire l`importanza della scoperta bisogna prima di tutto immaginare il cuore al suo stadio embrionale come una rete fittissima di strade di comunicazione. Nella prima fase il cuore comincia a prendere forma. I tessuti, le camere, i ventricoli e gli atri si differenziano secondo uno schema preciso. Merito dei cardiomiociti, le cellule muscolari cardiache. Sono loro che si dividono ed espandono. A orientare le cellule muscolari ci pensano i fibroblasti che fanno da "lanterne": guidano con segnali chimico-elettrici le cellule muscolari dell`embrione al loro giusto posto, adatto a svolgere una funzione specifica.
Misteri svelati - Del muscolo più importante del corpo umano, ormai, si sa tutto o quasi. Un recente studio del Gladstone Institute of Cardiovascular Disease e dell`Università della California ha svelato i meccanismi di sviluppo dell`organo dall`embrione all`adulto. Gli scienziati hanno appurato che ad un certo punto dell`evoluzione la capacità plastica delle cellule si ferma. Se si potesse riportare indietro l`orologio biologico, avendo a disposizione un`officina biologica di cellule sostitutive, si potrebbero ripristinare pareti e vasi sanguigni danneggiati dai colpi inferti da un infarto o soltanto invecchiati. Aver individuato la cellula primitiva rende questa possibilità sempre meno remota.

di Clara Serretta e Cosimo Colasanto (02/07/2009)

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