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Dai super-topi nuovi geni per gli atleti: davvero tutto regolare?

Per ora ci sono solo super-topi, non ancora allenati per i 400 metri ad ostacoli o il salto con l’asta. Tuttavia il professore Domenica Wells, genetista dell’Imperial College di Londra, ha posto il problema dalle pagine della rivista Biritsh Medical Journal. E se un giorno la genetica migliorasse le prestazioni degli atleti a partire dalla manipolazione del Dna, sarebbe doping? Record e prestazioni su pista potrebbero essere anticipate in laboratorio?
Per fortuna la momento l`ingegneria genetica non ha ancora gli strumenti per sviluppare a colpi di Dna favolose capacità agonistiche, ma in un futuro neppure troppo lontano, puntualizza il dottor Wells, la tecnologia potrebbe essere in grado di “modificare l`espressione genica in maniera selettiva e la comunità scientifica deve pensare a come regolamentare la materia”. E’ qui che entrano in giochi i ratti. Gli esperimenti in laboratorio hanno dato vita a topi transgenici più resistenti alla fatica, più muscolosi e con tendini e fasce muscolari più forti. Da cui l’allarme di Wells: queste modificazioni potranno essere usate anche su egli esseri umani, meglio essere pronti per quel momento con regole e limiti ben precisi.
Se il caso dell’atleta Oscar Pistorius, il velocista sudafricano che usa protesi di titanio in seguito ad un`amputazione degli arti da bambino, ha fatto dibattere e litigare la comunità sportiva per l’utilizzo di protesi che potevano “aiutare” più del consentito l’atleta al quale da piccolo furono amputate entrambe le gambe. L’ipotesi di Wells fa altrettanto discutere, anche se i genetisti sono convinti che la scelta dei geni e la loro manipolazione mediante terapia genica non possa in realtà sviluppare potenzialità in maniera così automatica. Almeno per ora, l’avvento del “doping genetico” è quindi un’eventualità poco probabile, quasi meno di una nuova olimpiade per topi.

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Pubblicato il 16/07/2008