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Di padre in figlio: se la somiglianza è forte il legame ci guadagna

"È tutto suo padre...": è solo uno dei tanti modi di dire usati per sottolineare la somiglianza tra padre e figlio. E ora una ricerca condotta dall`equipe guidata da Alexandra Alvergne, ricercatrice ed esperta di Antropologia biologica presso l`Istituto di Scienze Evolutive dell`Università di Montpellier (Francia), dimostra come i padri dedichino più tempo e attenzione ai figli il cui aspetto e inclinazione caratteriale sono, di fatto, più simili a sé.
Lo studio è stato diviso in due parti: la prima in Africa, la seconda in Francia. La ricercatrice ha preso in esame 30 famiglie di una tribù del Senegal, ognuna con due bambini. In seconda battuta l`esperta ha reclutato più di 100 volontari, tra uomini e donne, che avrebbero dovuto indovinare a partire dalle foto la giusta coppia padre-figlio tra oltre 60 bambini e solo tre papà possibili. Un secondo test era di tipo olfattivo: annusando le magliette indossate da genitori e figli, i volontari dovevano tentare di riconoscere "a naso" la parentela "visto che anche l`odore corporeo - spiega il team - ha una base genetica individuale e può essere usato come indicatore di parentela".
Il risultato? Rispetto alle donne, gli uomini sono stati più sensibili alle somiglianze "dimostrando che tale capacità di riconoscimento potrebbe in qualche modo rappresentare una prerogativa maschile innata". Una facoltà che incide sul rapporto con i propri figli. Gli studiosi hanno esaminato la quantità e la qualità di tempo che ogni padre dedica alla prole, verificando che non vi è alcuna preferenza riguardo all`età, al sesso e all`ordine, "ma solo ed esclusivamente in relazione alla somiglianza fisica e olfattiva". Ma non solo. Un`altra caratteristica che suggerisce una predilezione per un figlio è il grado di robustezza delle braccia, "un buon indicatore del fatto che fossero meglio nutriti". Ed il fenomeno "sconcertante - concludono i ricercatori - sembra confermare le `preferenze` che alcuni genitori hanno nei confronti dei figli in base alla somiglianza fisica e psicologica". <!--#toc,.toc,.mw-warning { border: 1px solid #aaa; background-color: #f9f9f9; padding: 5px; font-size: 95%;}#toc h2,.toc h2 { display: inline; border: none; padding: 0; font-size: 100%; font-weight: bold;}#toc #toctitle,.toc #toctitle,#toc .toctitle,.toc .toctitle { text-align: center;}#toc ul,.toc ul { list-style-type: none; list-style-image: none; margin-left: 0; padding-left: 0; text-align: left;}#toc ul ul,.toc ul ul { margin: 0 0 0 2em;}#toc .toctoggle,.toc .toctoggle { font-size: 94%;}@media print, projection, embossed { body { padding-top:1in; padding-bottom:1in; padding-left:1in; padding-right:1in; }}body { font-family:`Times New Roman`; color:#000000; widows:2; font-style:normal; text-indent:0in; font-variant:normal; font-size:12pt; text-decoration:none; font-weight:normal; text-align:left;}table {}td { border-collapse:collapse; text-align:left; vertical-align:top;}p, h1, h2, h3, li { color:#000000; font-family:`Times New Roman`; font-size:12pt; text-align:left; vertical-align:normal;} -->

di elisabetta menga
Pubblicato il 20/07/2009

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