Prevenire l’Alzheimer:
il vino funziona,
gli omega3 no
Vino sì, soprattutto se il consumo è moderato. Acidi grassi omega3, invece, forse. Tre diversi studi mettono in evidenza che l’alcol - soprattutto il vino - può aiutare il cervello a non incorrere in patologie neurodegenerative come l’Alzheimer. A patto, però, che la particolare “cura” a base di un bicchiere di vino al giorno inizi quando il cervello è ancora in salute, prima del declino cognitivo. Gli acidi grassi omega3, contenuti soprattutto in diversi tipi di pesce - salmone, tonno, aringhe, vongole, ostriche - sembrano invece non potere nulla contro il declino mentale dovuto all’Alzheimer, mentre potrebbero aiutare a migliorare la qualità della memoria nei soggetti sani.
Ad affermare le proprietà protettive del vino sono gli studiosi del Wake Forest University School of Medicine a Winston-Salem, North Carolina (Usa), guidati da Kaycee Synk del Dipartimento di Medicina Interna, sezione di gerontologia e medicina geriatrica, che hanno analizzato 3.069 soggetti di non oltre 75 anni di età. I partecipanti sono stati esaminati ogni sei mesi per un massimo di sei anni affinché venissero monitorati i cambiamenti nella loro capacità di memoria o di pensiero. I ricercatori hanno rilevato che il consumo moderato di vino è associato a una diminuzione del rischio di contrarre l’Alzheimer del 40%: “I nostri risultati suggeriscono che una lieve o moderata assunzione di alcol può ridurre il rischio di demenza - spiega Sink -. Tuttavia, questo non sembra essere vero per coloro che già hanno il danno cognitivo lieve. Le attuali raccomandazioni supportate dai nostri risultati sono di non superare un drink al giorno per le donne e due per gli uomini”.
Il controverso “potere” curativo degli omega3 è stato invece analizzato da due studi presentati nel corso del meeting internazionale Alzheimer`s Association, svoltosi recentemente a Vienna (Austria). Secondo il primo studio, condotto da Joseph Quinn della Oregon Health Sciences University di Portland (Usa), gli acidi grassi omega3 non arrestano il declino cognitivo di chi ha già sviluppato il morbo di Alzheimer: “I risultati ottenuti non supportano l`uso abituale di acidi grassi omega3 per i pazienti con il morbo di Alzheimer”, spiega Quinn. La seconda ricerca sugli acidi grassi omega3, condotta dagli studiosi del Martek Biosciences Corp`s, ha messo invece in evidenza che i supplementi di omega3 aiuterebbero a prevenire il declino mentale nei soggetti sani, rendendo la memoria e le capacità di apprendimento pari a quelle di un soggetto di tre anni più giovane.
Ad affermare le proprietà protettive del vino sono gli studiosi del Wake Forest University School of Medicine a Winston-Salem, North Carolina (Usa), guidati da Kaycee Synk del Dipartimento di Medicina Interna, sezione di gerontologia e medicina geriatrica, che hanno analizzato 3.069 soggetti di non oltre 75 anni di età. I partecipanti sono stati esaminati ogni sei mesi per un massimo di sei anni affinché venissero monitorati i cambiamenti nella loro capacità di memoria o di pensiero. I ricercatori hanno rilevato che il consumo moderato di vino è associato a una diminuzione del rischio di contrarre l’Alzheimer del 40%: “I nostri risultati suggeriscono che una lieve o moderata assunzione di alcol può ridurre il rischio di demenza - spiega Sink -. Tuttavia, questo non sembra essere vero per coloro che già hanno il danno cognitivo lieve. Le attuali raccomandazioni supportate dai nostri risultati sono di non superare un drink al giorno per le donne e due per gli uomini”.
Il controverso “potere” curativo degli omega3 è stato invece analizzato da due studi presentati nel corso del meeting internazionale Alzheimer`s Association, svoltosi recentemente a Vienna (Austria). Secondo il primo studio, condotto da Joseph Quinn della Oregon Health Sciences University di Portland (Usa), gli acidi grassi omega3 non arrestano il declino cognitivo di chi ha già sviluppato il morbo di Alzheimer: “I risultati ottenuti non supportano l`uso abituale di acidi grassi omega3 per i pazienti con il morbo di Alzheimer”, spiega Quinn. La seconda ricerca sugli acidi grassi omega3, condotta dagli studiosi del Martek Biosciences Corp`s, ha messo invece in evidenza che i supplementi di omega3 aiuterebbero a prevenire il declino mentale nei soggetti sani, rendendo la memoria e le capacità di apprendimento pari a quelle di un soggetto di tre anni più giovane.
di Miriam Cesta (15/07/2009)

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