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Bolt sfida gli scienziati:
è davvero 9,51 sui 100m
il limite umano?

Forse, dopo il 9,58 di ieri, gli scienziati della Tilburg University dovranno mettere mano ai loro calcoli. Usain Bolt, con il suo 9,58 sui 100m, ha pericolosamente avvicinato il limite massimo di velocità umana, calcolato dai ricercatori americani. In un recente studio apparso su ``Social science research network``, Giovanni Einmahl e Sander Smeets, due ricercatori della Tilburg University, collocavano a 9,51 secondi la soglia oltre alla quale non è possibile andare, L`attuale record del mondo, stabilito ieri da Usain Bolt, si attesta ormai al 9,58 secondi. Mancherebbero dunque altri 7 centesimi per arrivare al picco massimo di velocita` sostenibile. Davvero pochi per non pensare che Bolt non li possa correre.

La conferma delle possibiltà di miglioramento che un atleta dai mezzi fisici come Usain Bolt possiede proviene da uno studio pubblicato su Journal of Experimental Biology dai ricercatori della Duke University di Durham, nella Carolina del Nord (Usa). Secondo lo studio, gli sportivi dotati di un peso e un’altezza superiori potrebbero essere destinati “per natura” a vincere. Nel corso degli ultimi 100 anni gli atleti siano infatti cresciuti più velocemente rispetto al resto della popolazione. Lo studio si è basato sull’analisi comparata del peso e dell’altezza dei più veloci nuotatori  (100 metri) e velocisti (100 metri) a partire dal 1900, in rapporto alle vittorie ottenute. "Dalla nostra analisi - spiega Jordan Charles, uno degli autori della ricerca – è emerso che i record di velocità sono sempre stati ottenuti dagli atleti più alti e di peso più elevato”. I ricercatori hanno osservato che a partire dal 1900, mentre le persone normali sono cresciute in media di circa 4,8 cm, i nuotatori più veloci sono risultati più alti di circa 11,4 cm e i corridori più rapidi di 16,2 cm. "Nell’antichità il peso corporeo era  circa il 70% inferiore ad oggi – prosegue l’esperto -, per cui un velocista che oggi impiega 13 secondi per fare 100 metri, in passato ce ne avrebbe messi 14”. Dal momento che “in futuro, potrebbe essere possibile prevedere il vincitore di una gara osservandone l’altezza e il peso”,sarebbe auspicabile, conclude Charles, “suddividere le competizioni sportive secondo diverse classi di peso, come già avviene nel pugilato, nel wrestling e nel sollevamento pesi”.

di nadia comerci (17/08/2009)

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