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24-07-2009

Traffico ovociti: «Il rischio per la salute delle donne è alto»


“L`elemento più preoccupante di questo business potrebbe essere il rischio per la salute di chi viene coinvolto in queste tecniche. Sia le donatrici di ovuli, a rischio di iperstimolazione ovarica, e le riceventi, per possibili malattie genetiche non identificate come fibrosi cistica o microcitemia. Sono convinto che il fenomeno è più vasto di quanto è finora emerso”. Commenta così la la vicenda del traffico illegale di ovociti emerso nei giorni scorsi in Romania Claudio Manna, direttore di un centro di fecondazione assistita a Roma e ricercatore dell`Università di Roma Tor Vergata.

“C`era da aspettarselo - continua il ginecologo -. La crescente richiesta del gamete femminile si è fatta sempre più pressante per l`aumento dell`età media della donna nelle coppie infertili specialmente in paesi come l`Italia dove la legge non consente di eseguire la fecondazione assistita con gameti eterologhi".

In Inghilterra, dove pure questa tecnica è consentita, le liste d`attesa sono lunghe e le disponibilità scarse. Nell`Est Europa i rischi sono altri. “Paesi che si affacciano da pochissimo sul panorama delle tecniche di fecondazione assistita come la Romania non hanno sviluppato tecnologie di livello affidabile ed elevato”, prosegue Manna. “Sono evidentemente luoghi dove è facile trovare giovani donne disponibili a cedere per poco denaro ovociti ad altre donne. I controlli da parte delle autorità sono molto scarsi. Tutto questo rende appetibile una meta del genere per medici con pochi scrupoli e coppie sull`orlo della disperazione”.