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Nuova influenza: virologo spagnolo, «Giovani più esposti»

Erano gli anni del primo dopoguerra, il mondo cercava di ricomporre il puzzle dei trattati di pace e della ricostruzione, ma un virus molto simile a quello che oggi causa la Nuova influenza già circolava nel mondo. Gran parte dei giovani che si ammalarono proprio in quegli anni e adesso sono adulti, si sarebbero così immunizzati anche dal virus H1N1.
A sostenere questa tesi è il virologo Juan Ortin, del Centro Nazionale di Biotecnologia della Spagna in un`intervista a El Pais. Secondo lo studioso, ‘’nonostante vi siano altri fattori, questa è la ragione principale per cui il virus attacca soprattutto i giovani: quelli che sono nati negli anni successivi non hanno gli anticorpi’’. Ovviamente è necessario sottolineare che il quadro clinico generale dei pazienti può favorire o meno l’insorgenza della malattia ma la causa della maggiore diffusione tra i giovani del nuovo virus  – al contrario di quanto accade con l’influenza stagionale – secondo il ricercatore spagnolo è proprio l’età. L’aver patito l’ondata influenzale tra la fine degli anni Quaranta e l’inizio degli anni Cinquanta, insomma, potrebbe aver messo al sicuro dal contagio una buona fetta di adulti che oggi non si stanno ammalando.
Il virologo ha poi confermato che il virus H1N1 si diffonderà con particolare velocità nell’emisfero nord del pianeta, soprattutto in autunno. Ma è proprio in Medioriente che si stanno registrando i primi decessi. Egitto, Arabia Saudita e Israele hanno avuto in questi giorni le prime vittime da Nuova influenza. I Paesi mediorientali, in particolare, temono un’esplosione dei contagi da uomo a uomo a causa dei pellegrinaggi di massa che partiranno per La Mecca e Medina nei prossimi cinque mesi. E proprio per arginare il diffondersi del virus influenzale, sono state messe in campo diverse restrizioni: non potranno recarsi nei luoghi santi quanti hanno più di 65 anni di età e chi ne ha meno di 12, insieme alle persone malate di diabete, ipertensione e altre patologie legate al cuore, al fegato e ai reni che potrebbero aggravarsi e risultare fatali a seguito del contagio con il virus H1N1.

di em.t.
Pubblicato il 28/07/2009