Peccato di gola:
disattivare una molecola
per vincere l’obesità
La chiave per combattere l`obesità risiede nel cervello: basta il pensiero di un piatto saporito per attivare il sistema della ricompensa e far venire l`acquolina in bocca anche a stomaco pieno. I ricercatori americani dell`University of Cincinnati hanno individuato infatti il meccanismo che lega segnali ambientali e stimolo della fame. Il risultato dello studio è stato presentato nel corso del meeting annuale della Society for the study of ingestive behavior (Ssib).
La ricerca, condotta sulle cavie, spiega perché in contesti in cui si è gustato del buon cibo - un famoso ristorante o a casa di un amico dalle note abilità culinarie - ci si aspetta di risperimentare la stessa sensazione e si mangia a volontà, indipendentemente dal raggiungimento della soglia della sazietà. L`orexina, una molecola prodotta dal cervello che regola l`appettito e il sonno, e collegata anche alle dipendenze da cocaina e nicotina, è infatti responsabile di comportamenti alimentari scorretti, come ad esempio il consumo eccessivo di cibi ad alto contenuto calorico, che generano piacere e sono al contempo collegati all`insorgenza di fenomeni di obesità.
Disattivando questo meccanismo cerebrale, suggeriscono i ricercatori, si potrebbe dunque sconfiggere il "peccato di gola": "I futuri trattamenti contro l`obesità potranno forse riguardare, oltre ai cambiamenti dello stile di vita, terapie farmacologiche per regolare la produzione di orexina", conclude Derrick Choi, coordinatore della ricerca.
La ricerca, condotta sulle cavie, spiega perché in contesti in cui si è gustato del buon cibo - un famoso ristorante o a casa di un amico dalle note abilità culinarie - ci si aspetta di risperimentare la stessa sensazione e si mangia a volontà, indipendentemente dal raggiungimento della soglia della sazietà. L`orexina, una molecola prodotta dal cervello che regola l`appettito e il sonno, e collegata anche alle dipendenze da cocaina e nicotina, è infatti responsabile di comportamenti alimentari scorretti, come ad esempio il consumo eccessivo di cibi ad alto contenuto calorico, che generano piacere e sono al contempo collegati all`insorgenza di fenomeni di obesità.
Disattivando questo meccanismo cerebrale, suggeriscono i ricercatori, si potrebbe dunque sconfiggere il "peccato di gola": "I futuri trattamenti contro l`obesità potranno forse riguardare, oltre ai cambiamenti dello stile di vita, terapie farmacologiche per regolare la produzione di orexina", conclude Derrick Choi, coordinatore della ricerca.
di c.s. (03/08/2009)

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