Infarto e cardiopatie:
differenze di genere,
gli uomini soffrono di più
Le donne sviluppano le condizioni di rischio di infarto più tardi degli uomini, soprattutto a causa di ipertensione e disturbi alle valvole cardiache, mentre negli uomini vengono riscontrati più spesso problemi alle coronarie: queste alcune delle differenze di genere relative alle cardiopatie individuate dai ricercatori in uno studio apparso sul Journal of the American College of Cardiology.
E non si tratta solo di dati relativi alla natura e alle cause dei disturbi cardiaci: "La pratica attuale non prevede nessuna differenza nel trattamento delle cardiopatie tra uomini e donne - spiega Eileen Hsich, coordinatrice dello studio e direttrice del Women`s Heart Failure Clinic alla Cleveland Clinic in Ohio -. La nostra ricerca invece individua alcune differenze di genere non solo per quanto riguarda modalità e tempi di sviluppo dei disturbi cardiaci, ma relative anche a diverse risposte ai trattamenti e al possibile impatto della patologia sullo stile di vita".
Alcune delle cure a disposizione dei medici si sono dimostrate infatti poco efficaci sul gentil sesso, mentre altre, quali ad esempio pacemakers e trattamenti a base di betabloccanti o di antagonisti dell`aldosterone, possono dare alle pazienti benefici maggiori.
Sono necessari però ulteriori approfondimenti nel solco di questi studi: "Le cardiopatie colpiscono le donne tanto quanto gli uomini, tuttavia le prime non sono adeguatamente rappresentate nei campioni di ricerca" conclude Hsich, ricordando che nei test condotti negli ultimi 10 anni il gentil sesso figurava solo per il 28%.
E non si tratta solo di dati relativi alla natura e alle cause dei disturbi cardiaci: "La pratica attuale non prevede nessuna differenza nel trattamento delle cardiopatie tra uomini e donne - spiega Eileen Hsich, coordinatrice dello studio e direttrice del Women`s Heart Failure Clinic alla Cleveland Clinic in Ohio -. La nostra ricerca invece individua alcune differenze di genere non solo per quanto riguarda modalità e tempi di sviluppo dei disturbi cardiaci, ma relative anche a diverse risposte ai trattamenti e al possibile impatto della patologia sullo stile di vita".
Alcune delle cure a disposizione dei medici si sono dimostrate infatti poco efficaci sul gentil sesso, mentre altre, quali ad esempio pacemakers e trattamenti a base di betabloccanti o di antagonisti dell`aldosterone, possono dare alle pazienti benefici maggiori.
Sono necessari però ulteriori approfondimenti nel solco di questi studi: "Le cardiopatie colpiscono le donne tanto quanto gli uomini, tuttavia le prime non sono adeguatamente rappresentate nei campioni di ricerca" conclude Hsich, ricordando che nei test condotti negli ultimi 10 anni il gentil sesso figurava solo per il 28%.
di c.s. (18/08/2009)

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