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03-08-2009

Alzheimer: un’interruttore svela i primi stadi


Individuare l`Alzheimer prima che manifesti i suoi sintomi e contrastare in anticipo il declino della memoria. I ricercatori guidati da Raisa Sperling del Center for Alzheimer`s Research di Boston sono convinti che sia possibile. In primo piano c`è la proteina beta-amiloide, il cui legame con l`improvviso invecchiamento dei neuroni è indagato in uno studio pubblicato oggi su Neuron.

Dossier Alzheimer

I medici si sono serviti delle più moderne tecniche di diagnosi per immagini per stabilire quando la proteina anti-memoria prema l`interruttore che conduce al progressivo rallentamento delle funzioni cerebrali. Anche quando le "spie" dell`Alzheimer non sono presenti, spiegano, la patologia può essere già in corso, silenziosamente. In particolare sarebbero solo alcune le aree cerebrali, quelle coinvolte nel ricordo e nell`archiviazione di informazioni, le più vulnerabili alla concentrazione delle placche di proteina.

"La capacità di misurare la sua diffusione con marcatori specifici - mettono in evidenza gli autori - potrebbe permetterci di intervenire in futuro con farmaci mirati nei confronti di quei soggetti che non presentano sintomi significativi ma sono affetti dal morbo".