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Pillola RU486: ora in commercio anche in Italia

Da oggi la pillola abortiva RU486 si potrà usare anche in Italia per interrompere in modo chimico una gravidanza. Per approvarne la messa in commercio, l`Aifa, l`agenzia italiana del farmaco ha impiegato cinque ore, la più lunga riunione del consiglio di amministrazione dell`Ente. Nel comunicato con cui ha dato la notizia dell`avvenuta autorizzazione, l`Agenzia ha subito sottolineato che ``l`utilizzo del farmaco è subordinato al rigoroso rispetto della legge per l`interruzione volontaria della gravidanza. In particolare - si precisa - deve essere garantito il ricovero in una struttura sanitaria, così come previsto dall`articolo 8 della legge 194, dal momento dell`assunzione del farmaco sino alla certezza dell`avvenuta interruzione della gravidanza``.
Come funziona - La pillola RU486 tecnicamente è uno steroide sintetico, chiamato mifepristone. Viene utilizzato nei primi due mesi di gravidanza per indurre l`aborto. Lasciando da parte i termini tecnici, la RU486 inibisce lo sviluppo embrionale causando il distacco e l`eliminazione della mucosa uterina, con un processo molto simile a quanto accade durante il ciclo mestruale. In pratica, un`ecografia accerta che la gravidanza non abbia superato i 49 giorni (sette settimane di gestazione), dopodiché il medico somministra alla paziente da una a tre compresse da 200 mg di RU486. A questo punto dovrebbe verificarsi l`espulsione della mucosa. Se questo non avviene, vengono somministrati altri farmaci che inducono contrazioni uterine. A livello di  efficacia, il mix di farmaci dà una sicurezza di abortire pari al 92-99% dei casi, mentre la sola RU486 ``risolve`` l`80% degli aborti. 
Il nome - Se si chiede alle persone cosa pensino del nome RU486, spesso ci si sente rispondere che “sembra il nome di una qualche bomba”. Si tratta in realtà della sigla del laboratorio dove nel 1980 venne scoperta la molecola, ad opera di Etienne Emile Baulieu. Il primo Paese che mise in commercio la pillola (unita ad un altro farmaco) fu la Francia, che la approvò nel 1988. Nel 2003 è stata la stessa Organizzazione mondiale della Sanità a dichiarare la sicurezza della RU486. A livello europeo, fino a ieri, solo l`Italia e l`Irlanda non avevano adottato la pillola abortiva
Gli effetti collaterali - L`unico studio che ha preso in considerazione i possibili effetti collaterali della pillola abortiva è stata una ricerca del 2005 della Drug and Food Administration statunitense. Secondo il rapporto, in percentuale i casi di morte sarebbero di poco superiori allo zero per cento, mentre tra le complicanze più diffuse ci sarebbero emorragie che possono anche essere abbondanti e di durata considerevole (7-15 giorni, il meccanismo è simile a quello del ciclo mestruale), dolori addominali, nausea, vomito e febbre.
In Italia - Nel 2002 il Comitato Etico della Regione Piemonte approva un progetto per la sperimentazione della pillola abortiva, sulla base della legge 194, ma l`allora ministro della Salute, Girolamo Sirchia, ferma la ricerca. Il progetto viene però avviato dall`ospedale Sant`Anna di Torino tre anni più tardi, nel settembre 2005, e fa da apripista per successive sperimentazioni in altre regioni italiane, tanto che nel 2007 si contano già 1.010 casi di aborto farmacologico nel nostro paese (lo 0,8% di tutte le interruzioni volontarie di gravidanza).
(aggiornato il 09-04-2010)

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Pubblicato il 31/07/2009