Stomaco «in disordine»:
presto un vaccino
dalle foglie di tabacco
Ha una cattiva fama, destinata però a cambiare. Dal tabacco bioingegneri americani sono pronti ad estrarre un vaccino contro i norovirus, una famiglia di agenti virali che provoca rapidi quanto fastidiosi sintomi di gastroenterite, soprattutto diarrea e vomito.
Chiamati anche "virus da crociera" per la velocità e facilità con la quale si diffondono nei luoghi chiusi come navi, caserme e ospedali - bastano 10 particelle per infettare un gran numero di persone -, adesso gli imprendibili norovirus potrebbero avere un nuovo nemico: un siero sviluppato dalle piante di tabacco presentato durante il 238esimo Congresso della Società Americana di Chimica in corso a Washington.
Il contagio che provoca mal di pancia della durata di 1-2 giorni, arriva spesso dai cibi contaminati, dagli starnuti e dalle strette di mano. Sono virus molto resistenti, anche alle alte temperature, ma soprattutto non c`è immunizzazione che tenga: nel corso della vita, spiegano gli specialisti, può capitare di "cascare" più volte nella trappola.
I ricercatori hanno trovato la soluzione nelle serre piuttosto che nei laboratori. "Metter su una coltivazione di `piante da vaccino` costa meno di una sperimentazione lunga e laboriosa con colture di cellule", spiega Charles Antzen, l`immunologo dell`Arizona State University che ha guidato il progetto. Per realizzare l`antidoto al norovirus sono state impiegate delle proteine "travestite" da microrganismo nocivo, poi introdotte nel tabacco e lasciate "crescere". L`estratto purificato della pianta inganna il sistema immunitario umano che così si rinforza dalle aggressioni successive del virus "originale".
La sperimentazione clinica del vaccino partirà già dal prossimo anno e secondo i suoi inventori basterà una dose ogni 12-18 mesi, anche sotto forma di spray nasale, per garantire una protezione sufficiente.
Attraverso l`applicazione della bioingegneria alle piante, Antzen è sicuro che anche contro A/H1N1, il virus dell`influenza suina, "si potrebbero sviluppare grandi scorte di vaccini in poche settimane invece che in mesi".
Chiamati anche "virus da crociera" per la velocità e facilità con la quale si diffondono nei luoghi chiusi come navi, caserme e ospedali - bastano 10 particelle per infettare un gran numero di persone -, adesso gli imprendibili norovirus potrebbero avere un nuovo nemico: un siero sviluppato dalle piante di tabacco presentato durante il 238esimo Congresso della Società Americana di Chimica in corso a Washington.
Il contagio che provoca mal di pancia della durata di 1-2 giorni, arriva spesso dai cibi contaminati, dagli starnuti e dalle strette di mano. Sono virus molto resistenti, anche alle alte temperature, ma soprattutto non c`è immunizzazione che tenga: nel corso della vita, spiegano gli specialisti, può capitare di "cascare" più volte nella trappola.
I ricercatori hanno trovato la soluzione nelle serre piuttosto che nei laboratori. "Metter su una coltivazione di `piante da vaccino` costa meno di una sperimentazione lunga e laboriosa con colture di cellule", spiega Charles Antzen, l`immunologo dell`Arizona State University che ha guidato il progetto. Per realizzare l`antidoto al norovirus sono state impiegate delle proteine "travestite" da microrganismo nocivo, poi introdotte nel tabacco e lasciate "crescere". L`estratto purificato della pianta inganna il sistema immunitario umano che così si rinforza dalle aggressioni successive del virus "originale".
La sperimentazione clinica del vaccino partirà già dal prossimo anno e secondo i suoi inventori basterà una dose ogni 12-18 mesi, anche sotto forma di spray nasale, per garantire una protezione sufficiente.
Attraverso l`applicazione della bioingegneria alle piante, Antzen è sicuro che anche contro A/H1N1, il virus dell`influenza suina, "si potrebbero sviluppare grandi scorte di vaccini in poche settimane invece che in mesi".
di cosimo colasanto (25/08/2009)

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