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Pensare in inglese, parlare in italiano: i bilingue lo fanno

Il bilinguismo è in grado di modificare le strutture linguistiche del cervello, in modo tale che la “seconda lingua” cambi la prima. Gli effetti della differenziazione linguistica sul funzionamento cognitivo sono al centro di uno studio pubblicato su Psychological Science e condotto alcuni psicologi dell’Università di Gent in Olanda.  
Il test - Secondo i dati emersi dalla ricerca, le persone che parlano più lingue non sono in grado di “spegnere” del tutto la secondo lingua rispetto a quella che stanno parlando. Nei test sono stati esaminati 45 studenti della Gent University, la cui lingua madre era l’olandese e la seconda lingua era l’inglese; ad ognuno  è stato chiesto di leggere diverse frasi che contenevano parole di controllo nella loro lingua e parole “cognates”, vale a dire quelle che hanno un significato e una forma simile in più lingue e sono spesso discendenti da una stessa lingua antica.
Le parole cognates - Dopo avere attentamente analizzato i movimenti dei loro occhi nella lettura, i ricercatori hanno notato come gli studenti esaminassero i “cognates” in un tempo più breve rispetto alle parole di controllo. Secondo gli psicologi, è la sovrapposizione delle due lingue ad accelerare il processo di attivazione dei “cognates”. Ciò dimostra che, sebbene i partecipanti non avessero bisogno di usare la loro seconda lingua per leggere la loro lingua nativa, non sono riusciti a disattivarla. In conclusione, dunque, non solo la seconda lingua è sempre attiva, ma ha anche un impatto diretto sulla lettura della prima lingua, anche quando il lettore è più competente in quest’ultima rispetto all’altra.

di eliana marinotti
Pubblicato il 25/08/2009