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Leucemia: fra i giovani migliora il tasso di sopravvivenza

Leucemia: chi si ammala oggi vive più a lungo rispetto a venti anni fa. È quanto emerge dallo studio che sarà pubblicato sull’edizione di novembre dell’American Cancer Society Journal dai ricercatori dell’University of Medicine and Dentistry del New Jersey (USA), secondo cui il tasso di sopravvivenza delle persone affette da diverse patologie tumorali è migliore rispetto a quello relativo al 1980.
Lo studio, basato sull’analisi dell’incidenza dei tumori del sangue tra 1981 e 1985, e, in una seconda fase, tra 2001 e 2005, ha rilevato che il tasso di sopravvivenza dei ragazzi di età compresa tra i 15 e i 24 anni, colpiti dalla malattia, è migliorato notevolmente, pur restando inferiore rispetto a quello osservato nei bambini più piccoli.
I tassi di sopravvivenza sono aumentati dall’80,4% al 93,4% nel caso del linfoma di Hodgkin, dal 55,6% al 76,2% per il linfoma non-Hodgkin, dal 30,5% al 52,1 % per la leucemia linfoblastica acuta, dal 15,2% al 45,1% per la leucemia acuta mieloblastica, e, infine, dallo 0% al 74,5% per la leucemia mielocitica.
“Dai risultati – spiega Dianne Pulte, che ha guidato lo studio - è emerso che la sopravvivenza dei giovani affetti da leucemie acute sia costantemente migliorata nel corso dei due decenni, ma resta una sfida comprendere il motivo per cui  rimanga inferiore rispetto a quella riscontrata nei bambini. Inoltre – conclude l’esperta - sono necessarie ulteriori ricerche volte a trovare il modo di curare queste malattie e di assicurare che tutti i pazienti abbiano accesso ai migliori trattamenti”.

di nadia comerci
Pubblicato il 02/09/2009

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