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Flu1

Nuova Influenza:
sintomi e decorso
La parola all’esperto

Prepararsi all`influenza suina, senza paura. "Anche perché da un punto di vista clinico il virus A/H1N1 non di si differenzia dall`influenza stagionale che circola nel periodo invernale", spiega a Salute24 Isabella Donatelli, responsabile del Centro nazionale influenza dell`Istituto superiore di sanità (Iss).
Come si manifesta - Stessi sintomi, stesso decorso: "Come l`influenza tradizionale ha un esordio brusco, che rapidamente raggiunge il picco febbrile, sopra i 38° gradi - specifica l`esperta - e si accompagna a dolori articolari e muscolari e a sintomi respiratori come tosse secca e congestione nasale". Unica distinzione, la velocità di diffusione. "Ecco perché parliamo di pandemia e non di epidemia - chiarisce Donatelli -, il termine pandemia non identifica un fenomeno più grave e aggressivo, ma solo una diffusione più rapida".
Il doppio virus - La Nuova influenza è già arrivata, ma per il periodo invernale si attendono i ceppi dell`influenza stagionale. Non è escluso che un paziente possa contagiarsi con entrambi. "In questo caso - rassicura Donatelli - non ci sono più rischi per la salute, sono entrambi ceppi `adattati` all`uomo e quindi il loro `incrocio` non deve destare preoccupazione, anche perché solitamente il virus più forte prende il sopravvento sull`altro".
La pandemia - In sei settimane l`influenza suina ha percorso lo spazio che le altre malattie percorrono in sei mesi. Colpa degli anticorpi umani, impreparati ad affrontare la novità. "Trattandosi di un virus con caratteristiche nuove la popolazione è scoperta dal punto di vista immunologico  - dice Donatelli - e il virus ha molte più possibilità di circolare e diffondersi".
Le precauzioni - Essendo la rapidità di contagio l`arma più efficace di questa influenza, importante è ricorrere a misure di "buon senso". Primo: "Aspettare il tempo sufficiente, dai 5 ai 7 giorni, senza esporsi". Si evita così anche di contagiare altre persone. "In particolare va prestata attenzione ai soggetti a rischio". Meglio rimandare quindi la visita di cortesia a donne che hanno appena partorito o che stanno per farlo e agli anziani se si sospetta della propria salute.
I farmaci - "Il trattamento con l`anti-virale Tamiflu si è dimostrato molto efficace per contrastare la malattia ed evitare altri contagi", dice Donatelli. Attenzione però all`utilizzo. "Il farmaco va sempre usato con oculatezza, evitando l`abuso e sotto controllo medico". Fondamentale è soprattutto il momento nel quale usarlo. "All`esordio dei sintomi, nelle prime 24-48 ore - avverte la specialista -. Non più tardi, quando non solo è inutile ma può `aiutare` il virus a diventare più resistente". In alcuni casi, per bloccare il contagio "può essere utile somministrarlo anche ai familiari del paziente".
Resistenza e mutazione - Il virus A/H1N1 si è dimostrato più "bravo" degli altri a variare. "Nasce già dalla ricombinazione del materiale genetico di quattro specie animali, due specie di maiali, uccelli e uomini e questo gli ha dato grosse chance di sopravvivenza e circolazione". Possibile che diventi più aggressivo? Al momento, dice l`esperta dell`Iss, non si può né affermare né escludere: "È un`ipotesi difficile dal realizzarsi se il virus resta confinato al contagio tra uomini, diversa sarebbe la pericolosità nel passaggio da uomo ad animale".
Vaccini: quando, come? - "È importante sapere che la vaccinazione dal virus H1N1 non protegge anche da quello stagionale e quindi andranno fatte entrambe", ricorda la specialista. "Il primo vaccino è stato preannunciato per novembre e secondo quanto stabilito, non essendoci da subito dosi sufficienti per tutti, si eseguirà in due fasi: prima gli operatori sanitari e quelli dei servizi sociali essenziali per non `inceppare` la macchina dell`assistenza, poi gli altri soggetti a rischio". La precedenza in questo caso dovrebbe andare ai bambini piuttosto che agli anziani, "dato che i primi - osserva Donatelli -con la riapertura delle scuole avranno più occasioni di incontro e quindi di contagio".
Giovani più colpiti - Il virus della febbre suina sembra "prediligere" i più giovani. Le autorità sanitarie hanno rilevato molti più casi, anche gravi, nella popolazione giovanile sana. "Con i dati che abbiamo a disposizione sono possibili al momento due spiegazioni", afferma Donatelli. "Nella prima fase di diffusione, quella in cui i casi erano `importati`  i giovani sono stati più esposti al contagio perché viaggiano e si muovono di più e con più facilità". Adesso che la maggior parte dei casi sono `italiani`, "i giovani - conclude la specialista - potrebbero avere una risposta immunologica eccessivamente efficace con una reazione infiammatoria che va a svantaggio del soggetto stesso". Un fenomeno nel quale si potrebbe includere la polmonite che ha portato al coma il giovane parmense, primo caso grave registrato in Italia.

di cosimo colasanto (01/09/2009)

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Commenti dei lettori

    • laura ricciarini05/11/2009
    • io mi presento sono laura ricciarini ho la sindrome down ho 42 anni lavoro con persone giovani il mio posto di lavoro si chiama informa giovani lo devo fare si ono ma cisono anche persone anziane
    • ale24/10/2009
    • nell`asilo di mia figlia sono quasi tutti a casa con l`influenza A...4 gg di febbre a 39,5 e non passa ancora.forse limitare l`accesso alle scuole quando 10 gg fa e` partita l`epidemia avrebbe evitato questo contagio collettivo.
    • simona liburdi22/09/2009
    • Vorrei solo far presente che nella scuola di mio figlio (10 anni ) in provincia di Frosinone mi è stato risposto ad una mia domanda su che cosa era stato fatto per prevenire l`eventuale contagio o diffusione che loro non hanno ricevuto alcuna disposizione e quindi è stato fatto meno di nulla Non ho avuto parole ...di risposta ma mi sto preparando per andare all`attacco Potete rispondermi sul perchè lo Stato, la Sanità o chi di dovere non ha data diposizioni nelle scuole?????? Mamma sconcertata
    • gabriella galanti14/09/2009
    • bisogna prevenire informando abbastanza il pubblico.
    • Santo iannelli09/09/2009
    • secondo me vanno vaccinati tutti con patologie o no la cosa mi sembra grave,e dico basta con tutti questi esperimenti sugli animali e sulle culture ci stanno appestando e il prossimo anno dovremo aspettarci di peggio. speriamo bene
    • Velia08/09/2009
    • Speriamo solo che questo nuovo virus non si possa trasmettere agli animali da affezione, sarebbe TERRIBILE
    • teresa nugnes06/09/2009
    • sekondo me è megliooo ke kiudano anke le skuoleee xk c`è + riskio di kontaggioo
    • Naima A.03/09/2009
    • Io non so se si sta facendo troppo allarmismo o meno, ma una cosa è certa, sono alla 25 settimana di gravidanza, la mia data presunta di parto è il 17 dicembre 2009 ed a oggi non posso far nulla per tutelare il mio bambino e la mia persona, perchè il vaccino non sarà pronto prima della seconda metà di novembre So solo che ho tanta paura
    • antonella tartaglia03/09/2009
    • articolo davvero interessante ed esaudiente.E` possibile prenderla due volte, come l`influenza stagionale?