Logo salute24

Ombre cinesi: l’Epo sul podio alle Olimpiadi

I test anti-doping delle prossime olimpiadi potrebbero essere facilmente ingannati o, addirittura, falsati. Basta poche decine di euro, un paio di clic su internet e il gioco è fatto. La denuncia arriva dalla BBC che ha condotto un’inchiesta sui controlli e sui laboratori a due settimane dall’inizione dei Giochi di Pechino. Secondo il sito dell’emittente britannica ci sarebbero serie possibilità che i laboratori non riescano a rilevare l’uso di una sostanza dopante come l’EPO.
Un esperto internazionale di doping ascoltato dalla BBC è convinto che molti concorrenti delle Olimpiadi sono pronti a usare l’eritropoietina sicuri di farla franca. Come? Acquistando sul web una versione invisibile ai test. Si chiama “Copycat” e costa appena 50 dollari a fiala.
Nonostante alle Olimpiadi di Sidney nel 2000 siano stati introdotti degli esami di laboratorio in grado di “scovare” anche le nuove formulazioni, molti atleti riescono tra una gara e l’altra a cambiare i risultati finali, oppure a ricorrere contro accertamenti sospetti e parziali. E’ il caso della sprinter americana, Marion Jones, trovata positiva al primo testi, ma assolutamente positiva a quello seguente. Tutto si gioca intorno ai criteri fissati per definire certo un caso di doping. Nel 2004 l’agenzia mondiale anti-doping, la Wada, ha ridefinito vincoli e soglie. In effetti, la stretta ha avuto effetto. Tra il 2003 e il 2006 i casi positivi sono scesi di due terzi. Ma molti di più sarebbero i casi mai accertati dai laboratori accreditati del circuito Wada. Sui quali gli esperti interpellati dalla BBC gettano molte ombre.
Secondo il direttore scientifico dell’Agenzia, Oliver Rabin, i testi attualmente in uso non lascerebbero scampo: “Sarebbe presuntuoso dire che siamo al 100% - ha detto Rabin alla BBC – ma attraverso i test delle urine possiamo individuare il nuovo EPO”. La realtà sarebbe molto diversa. Nel sistema dei laboratori ci sono molte falle. Nei mesi scorsi dei ricercatori danesi hanno testato le performance atletiche di alcuni studenti universitari. In molti casi le loro prestazioni erano fuori norma e ciononostante alcuni laboratori Wada non hanno segnalato nessun “positivo”.

di
Pubblicato il 21/07/2008