Ricordare come imparare:
le aree del cervello
sono le stesse
Le parole appena apprese e quelle già conosciute vengono processate dalle stesse aree cerebrali. È quanto afferma uno studio condotto dalla Academy of Finland di Helsinki, secondo cui il nostro cervello usa le stesse reti neurali sia per l`elaborazione di parole già note che per quelle appena apprese, facilitando il meccanismo attraverso il quale il vocabolario continua a crescere e ad espandersi anche in età adulta.
In uno degli esperimenti condotti nell`ambito del Neuroscience Research Programme (Neuro) - che si occupa di come il processo di apprendimento di nuove parole si rifletta nella funzionalità del cervello - i partecipanti hanno imparato il nome di 150 strumenti antichi di cui non avevano mai sentito parlare, e sono poi stati sottoposti alla magnetoencelografia per analizzare le loro risposte cerebrali. Dai risultati è emerso che il cervello usa le stesse reti neurali si per l`elaborazione di parole già conosciute che per l`apprendimento di vocaboli nuovi: "I nomi degli strumenti venivano elaborati nel lobo temporale sinistro e frontale entro mezzo secondo dalla vista degli oggetti -, spiega Riitta Salmelin, principale autore della ricerca -. Se l`individuo aveva appena appreso il nome dello strumento il processo indotto dalla denominazione era altrettanto forte - se non più forte - di quello indotto dalla vista dell`immagine di un oggetto familiare". I risultati della ricerca, spiegano i ricercatori, segnano nuovi passi in avanti nella comprensione di come il cervello apprende ed elabora la lingua, e potrebbe dar vita a nuove tecniche nell`insegnamento delle lingue.
In uno degli esperimenti condotti nell`ambito del Neuroscience Research Programme (Neuro) - che si occupa di come il processo di apprendimento di nuove parole si rifletta nella funzionalità del cervello - i partecipanti hanno imparato il nome di 150 strumenti antichi di cui non avevano mai sentito parlare, e sono poi stati sottoposti alla magnetoencelografia per analizzare le loro risposte cerebrali. Dai risultati è emerso che il cervello usa le stesse reti neurali si per l`elaborazione di parole già conosciute che per l`apprendimento di vocaboli nuovi: "I nomi degli strumenti venivano elaborati nel lobo temporale sinistro e frontale entro mezzo secondo dalla vista degli oggetti -, spiega Riitta Salmelin, principale autore della ricerca -. Se l`individuo aveva appena appreso il nome dello strumento il processo indotto dalla denominazione era altrettanto forte - se non più forte - di quello indotto dalla vista dell`immagine di un oggetto familiare". I risultati della ricerca, spiegano i ricercatori, segnano nuovi passi in avanti nella comprensione di come il cervello apprende ed elabora la lingua, e potrebbe dar vita a nuove tecniche nell`insegnamento delle lingue.
di Miriam Cesta (09/09/2009)

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