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Cuore: nuovo sistema italiano
valuta il rischio di mortalità
post-intervento

Si chiama Acef (Age, creatinine, ejection fraction) ed è in grado di valutare il rischio di mortalità del paziente sottoposto a intervento cardiochirurgico attraverso un calcolo più semplice di quelli usati da modelli già esistenti: il nuovo sistema, ideato da Marco Ranucci, direttore della Ricerca clinica nel Dipartimento di Anestesia e rianimazione dell’Ircss Policlinico San Donato, è stato descritto su Circulation.
“L`innovazione di Acef si basa sul `principio della parsimonia` formulato dal frate filosofo William Ockham nel 1300 - spiega Ranucci - che suggerisce l`inutilità di formulare più assunzioni di quelle strettamente necessarie per spiegare un dato fenomeno". Un dato complesso, quello del rischio di mortalità, effettuato però attraverso un calcolo piuttosto semplice: "Dopo una valutazione di 13 mila pazienti sottoposti a intervento cardiochirurgico abbiamo visto che gli elementi più importanti da tenere sotto controllo sono l`età del paziente (age), la capacità contrattile del cuore definita come frazione d`eiezione (ejection fraction) e la presenza di un`insufficienza renale definita da alti valori di creatininemia (creatinine)".
I punteggi ottenuti dal metodo Acef sono stati comparati con quelli di altri 5 modelli e, spiega l`esperto, "hanno confermato l’ipotesi sperimentale che le tre variabili incluse in questo modello bastano a garantire un`accuratezza equivalente, se non a volte superiore, rispetto a modelli di valutazione più complessi".

di (07/09/2009)

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