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Brutti e vecchi: i geni «arrugginiti» guidano l’evoluzione

L’evoluzione sarebbe il prodotto del danno ossidativo del Dna. È quanto emerge dallo studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences dai ricercatori dell’Oregon State University di Corvallis e dell’Indiana University di Bloomington (Usa), secondo cui  lo stress ossidativo, oltre a provocare l’invecchiamento, influenzerebbe anche il processo evolutivo.
Gli studiosi, utilizzando le più avanzate tecniche di sequenziamento del genoma, hanno osservato lo sviluppo genetico del Caenorhabditis elegans, un verme il cui Dna si evolve in modo simile a quello umane. Durante la ricerca, sono state osservate 391 mutazioni genetiche - intervenute nel corso di 5 mila anni e attraverso 250 generazioni - che, secondo gli esperti, sarebbero in gran parte legate ai cambiamenti della guanina, uno dei quattro nucleotidi di base del Dna, che risulta essere particolarmente sensibile al danno ossidativo del Dna. Quest’ultimo, oltre ad essere considerato il più importante responsabile dell’invecchiamento, dell’insorgenza del cancro e di diverse malattie, secondo gli esperti sarebbe anche una delle principali cause del processo evolutivo.
“La maggior parte della vita sulla Terra – spiega  Dee Denver, docente dell’Oregon State University che ha guidato lo studio - dipende dall’ossigeno, necessario per la produzione di energia. Tuttavia il processo attraverso cui gli umani lo utilizzano, non è efficiente al 100% e può portare alla formazione di radicali liberi che possono danneggiare le proteine, i grassi ed il Dna, soprattutto con l’avanzare dell’età”. "La ricerca ha dimostrato che la maggior parte delle mutazioni del Dna sono legate allo stress ossidativo – conclude l’esperto -, fornendo una migliore comprensione del ruolo che esso gioca sia sul processo evolutivo, sia sullo sviluppo delle patologie genetiche”.

di nadia comerci
Pubblicato il 25/09/2009