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Memoria ed età:
gli anziani ricordano
i rumori più che i volti

La differenza tra giovani e anziani è in un volto. Niente a che fare con le rughe, spiegano gli scienziati dell`Università di Glascow, ma con la velocità nell`archiviare una fisionomia.
Dal bus alla televisione, con l`avanzare dell`età, sostengono i ricercatori dalle pagine di Bmc Neuroscience, la percezione di un viso rallenta. La novità è nella possibilità di misurare quanto e come. I neuroscienziati hanno sottoposto i volontari a un test: un volto mostrato per un frazione di secondo (170 millesimi di secondo, per la precisione) in associazione ad un forte rumore.
La risposta individuale ad uno stimolo complesso, in gergo scientifico catalogata come N170, è stata diversa a seconda delle fasce di età. Nei giovani si è subito legata all`identikit del volto sconosciuto, mentre la categoria "senior" è stata colpita più dal trambusto circostante. "Questi dati confermano l`opinione comune che la percezione con l`età rallenta - spiega Guillame Rousselet - ma non spiega un mistero irrisolto: perché il cervello di alcune arzilli vecchietti viaggia più velocemente di quella di molti giovani?"

di cosimo colasanto (11/09/2009)

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