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Da nemici ad amici:
protesi ossee più forti
grazie ai batteri
Non solo nocivi: i batteri potrebbero anche rivelarsi utili se usati per rafforzare gli impianti ossei. È quanto emerge dallo studio presentato in occasione del Society for general microbiology`s meeting dai ricercatori dell’Università di Birmingham, nel Regno Unito, secondo cui i batteri che producono idrossiapatite potrebbero essere utilizzati per rendere più forti e durevoli le protesi ossee.
La ricerca è stata condotta sulle cellule dei batteri Serratia, che appaiono in grado di aderire saldamente alle protesi in lega di titanio, polipropilene, vetro poroso e schiuma di poliuretano, fino a formare uno strato che agisce come un forte adesivo e si estende su tutta la superficie. Il materiale viene poi essiccato e riscaldato per distruggere i batteri.
Gli studiosi hanno misurato il livello di aderenza dell’idrossiapatite batterica, rilevando che risulta 20 volte più forte rispetto a quella attualmente usata, più duratura e più efficace, poiché conferisce alla superficie un aspetto leggermente “ruvido”.
“I batteri vengono distrutti dal riscaldamento – spiega Lynne Macaskie, ricercatore dell’Università di Birmingham -, lasciando solo l’idrossiapatite attaccato alla superficie con la sua colla. Il passo successivo consisterà nel verificare il possibile utilizzo di questi materiali nel campo della biomedicina, per cui verranno testati con sperimentazioni cliniche e ambientali che riproducono situazioni di vita reale”.
di nadia comerci (16/09/2009)

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