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La forma fisica, arma in più contro l’Alzheimer

Il fitness può aiutare la mente, il corpo e la qualità della vita nelle persone colpite da Alzheimer, se ancora ai primi stadi. A confermarlo sono due studi presentati la settimana scorsa all`Alzheimer`s Association International Conference on Alzheimer`s Disease di Chicago.
I due studi confermano l’esigenza di una maggiore consapevolezza ed educazione circa l’importanza di un sano stile di vita per il mantenimento di una buona funzionalità cerebrale anche con l’avanzare dell’età. Nel primo studio del University of Kansas Medical Center si dimostra, con l’ausilio di neuroimmagini, la connessione tra l’esercizio fisico e i cambiamenti del cervello determinati dall’Alzheimer nell’ippocampo, un’importante area cerebrale per la memoria e l’orientamento spaziale. L’ippocampo, infatti, è una delle prime regioni del cervello a soffrire dei danni prodotti dall’Alzheimer. “Abbiamo constatato – sottolinea Robyn Honea, uno degli autori dello studio – che l’attività fisica è legata al mantenimento del volume cerebrale in aree affette dalla malattia ad uno stadio ancora iniziale”. Tale connessione suggerisce dunque che una buona attività motoria può positivamente modificare l’atrofia cerebrale conseguente all’Alzheimer.
L’altro studio, promosso dalla Western Medicine di Nedlands in Australia, ha mostrato che un programma d’assistenza domiciliare, basato su una serie di esercizi fisici, può ridurre le cadute, migliorare l’equilibrio e mantenere una soddisfacente qualità di vita nella persone affette da demenze da un periodo superiore ai 12 mesi. Soprattutto nel rapporto tra la maggiore stabilità nella deambulazione e la quantità di cadute gli esercizi ginnici hanno dimostrato la loro efficacia.
“Questo studio – ha evidenziato la ricercatrice Megan Wraith nel presentare i risultati del lavoro – è piccolo ed è solo all’inizio, ma il mantenere la qualità della vita allo stesso livello in un contesto di deterioramente della abilità cognitive è un successo. Questi risultati sono sufficientemente incoraggiati per proseguire con questo approccio e sviluppare, su larga scala, un programma di assistenza domiciliare basato su esercizi fisici”.

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Pubblicato il 28/07/2008