Infertilità maschile
e contraccezione:
la chiave in un gene
Un fattoregenetico alla base dell’infertilità maschile: è quanto emerge da uno studio condotto da un gruppo di ricercatori della Virginia Commonwealth University School of Medicine di Richmond (Virginia, Stati Uniti) e pubblicato online su Proceedings of the National Academy of Sciences, secondo cui la disfunzione di una proteina coinvolta nella produzione dello sperma potrebbe contribuire a comprendere le cause della sterilità negli uomini e aiutare la ricerca nell’individuazione di nuovi approcci terapeutici per la contraccezione maschile.
Gli spermatozoi, spiegano i ricercatori, sono prodotti nei testicoli attraverso un processo in tre fasi chiamato “spermatogenesi”. E’ durante la fase finale, nota come “spermiogenesi”, che hanno luogo la formazione del Dna nella testa dello spermatozoo e la formazione della coda, processi indispensabili per la completa maturazione dello spermatozoo.
Nello studio condotto sui topi gli studiosi guidati da Jerome Strauss, responsabile del Dipartimento di Medicina, hanno messo in evidenza che i topolini maschi privi della proteina MEIG1 (meiosis expressed gene 1) erano sterili a causa della compromessa spermiogenesi. Non solo: nel corso della ricerca gli studiosi hanno anche rilevato che la proteina MEIG1 è associata alla quantità della proteina PACRG, responsabile della formazione della coda negli spermatozoi, che risulta ridotta quando MEIG1 è assente. "Abbiamo scoperto che MEIG1 è essenziale per la fertilità maschile. Inoltre, i nostri risultati rivelano un ruolo cruciale nella collaborazione MEIG1/PACRG per la corretta maturazione degli spermatozoi”. Lo studio, spiegano i ricercatori, non servirà esclusivamente per combattere la sterilità: “Oltre ad avere un impatto sulla fertilità, la nostra scoperta identifica infatti un nuovo obiettivo per lo studio di farmaci contraccettivi per uomini".
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