X

Ti potrebbe interessare anche

Giovani e alcol: cresce il consumo fuori dai pasti

  • Ico_email
  • print
  • Ico_ingrandisci_carattere
  • Ico_diminuisci_carattere
Vino1

Dal laboratorio alla vite:
il «vino biotech»
anti-parassiti

Proteggere la vendemmia, proteggere il gusto: questione di Dna. Ricercatori dell`Università di Monaco sono convinti che per accelerare la crescita di vite, senza attacchi di insetti e funghi, bisogna guardare dentro il chicco d`uva. Una doppia mutazione del Dna. È in un punto particolare del suo patrimonio genetico millenario che gli scienziati dell`Institute for Gravepine Breeding JKI, hanno osservato il fattore che rende vulnerabili tralci e acini. Sul Journal of Agricultural and Food Chemistry analizzano nel dettaglio il lavoro genetico che ha condotto a esaminare il cosiddetto "aroma di muffa" di alcune varietà del Nord-America, risultato di un lungo rimescolamento tra varietà diverse.
Cruciale, spiegano i ricercatori, per la lunga storia della coltivazione delle uve è stato l`arrivo nel 1800 di due parassiti dei vitigni, un afide e un fungo, provenienti dal Nuovo Mondo che distrussero gran parte della produzione, soprattutto francese. Le moderne tecniche genetiche hanno permesso di ricostruire quello che accadde. I risultati dello studio sono anche un passo avanti, contro il quale sono in molti a storcere il naso, per controllare in laboratorio la "forza genetica" delle piante. Una rivoluzione che coinvolge anche anche gusto e aroma nella bottiglia, ma, assicurano i genetisti, anche la salubrità del nettare che finisce nei nostri bicchieri.

di cosimo colasanto (30/09/2009)

Lascia un commento

Fai una domanda

I commenti sono editati da parte della redazione.