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Una speranza per l’Alzheimer: l’annuncio della Wyeth

Un prodotto potenzialmente efficace per il trattamento contro l’Alzheimer, già giunto ad uno stadio intermedio di sperimentazione. È l’annuncio fatto ieri della casa farmaceutica americana, Wyeth. Il prodotto, un anticorpo monoclonale chiamato bapineuzumab, è uno dei 23 dei progetti di ricerca, avviati dalla Wyeth per vincere la battaglia contro il morbo della “dimenticanza”.Ancora non sono stati comunicati i dati precisi riguardanti lo studio, sembra però, secondo quanto lasciato trapelare dalla stessa casa produttrice, che il bapineuzumab abbia migliorato le funzioni cognitive in un gruppo di pazienti, che non presentano la variazione genetica, chiamata Apo E4. Questo tipo di malati rappresenta tra il 40 e il 70% di quanto sono affetti da Alzheimer. Nei test di funzionalità cognitiva, che si svolgono usualmente, la percentuale di declino, misurata sui 18 mesi, è di 6.5 punto. Nei pazienti trattati con il bapineuzumab, per lo stesso periodo di tempo, il tasso di declino si è ridotto al 2/2,5 % (ogni scostamento superiore ai 2 punti riveste una rilevanza clinica). E, per di più, i paziente trattati con questo anticorpo sperimentale ha subito una diminuzione del volume della massa celebrale minore di quella patita da quanti sono stati trattati solamente con un placebo. Nonostante i buoni risultati, c’è però da segnarale il fatto che lo studio, condotto su 240 malati di Alzheimer, non ha fornito i risultati sperati nei pazienti portatori del gene Apo E4.Wyeth e la Elan Corporation, partner del progetto, hanno annunciato, insieme a questi risultati, che a dicembre partirà la fase 3 dello studio, che coinvolgerà 4.100 malati in 350 differenti siti di ricerca. Il Bapineuzumab è infatti considerato il più promettente tra i 23 prodotti che la Wyeth sta sviluppando contro l’Alzheimer. Se bapineuzumab sarà approvato dalle autorità competenti, potrebbe rappresentare un signficativo avanzamento nel trattamento della malattia, limitandone l’effetto dei sintomi, senza però attaccarne i processi degenerativi sottostantiPer gli analisti di Wall Street, la vendita del bapineuzumab potrebbe generare, per la Wyeth, introiti nell’ordine di qualche miliardo di dollari.(26/06/2008)

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Pubblicato il 13/07/2008

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