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Bambini concepiti in vitro, «Sani come gli altri»

La fecondazione assistita non aumenta il rischio per i bambini. A sostenerlo è un recente studio presentato al meeting della Società europea di riproduzione umana e embriologia in corso a Barcellona, in Spagna. Congelamento dell’embrione, tecniche invasive e terapie ormonali non produrrebbero danni al feto né innalzerebbero il rischio di patologie nel bambino.
Karin Middelburg, dell’University Medical Center di Groningen nei Paesi Bassi, ha esaminato più di 120 bambini nati in vitro confrontandoli con 90 bambini nati da genitori con problemi di fertilità ma concepiti naturalmente dopo un trattamento ormonale e altri 450 nati naturalmente.
Su tutti sono stati condotti test per valutare in diversi momenti della crescita lo sviluppo del cervello, il modo in cui salutavano, sferravano pugni o calci. "Quando un bambino ha una buona coordinazione cerebrale – ha spiegato la ricercatrice – egli è in grado di articolare diversi tipi di movimento”.
Lo studio ha dimostrato che i bambini nati mediante tecniche di riproduzione artificiale si muovevano altrettanto bene di quelli naturalmente concepiti. Anche allargando le statistiche, quando questi bambini sono stati confrontati con i bambini concepiti naturalmente, i ricercatori non hanno trovato una differenze significative.
Il dibattito nella comunità scientifica, però, prosegue serrato. Studi precedenti hanno dimostrato che i neonati concepiti grazie a tecniche di riproduzione artificiale hanno più probabilità di sviluppare deficit dalla nascita o di essere sottopeso. Conseguenze che secondo alcuni non sono da ricollegarsi alla tecnica adoperata ma all’età avanzata delle madri con problemi di infertilità, allo stile di vita o ad altri fattori genetici. In questi casi il rischio c’è, secondo gli esperti, ed è quello che il bambino sottopeso nato da fecondazione in vitro sia più esposto all’eventualità di una paralisi cerebrale.
Circa l`un per cento dei bambini nati nei paesi sviluppati sono concepiti con l`impiego di tecniche di fecondazione in vitro. Anche se sottostimati, gli stessi numeri si confermano anche nel nostro Paese dove, secondo l’ultimo rilevamento Cedap (relativo ai certificati dei parti) nel 2005 su 504 mila nati poco più di 4500 erano “figli” della fecondazione assistita.

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Pubblicato il 30/07/2008

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