Logo salute24

Fecondazione assistita: A sei mesi dalla sentenza "Ridotti i rischi per la donna"

"A sei mesi dalla sentenza della Consulta sulla Legge 40, non abbiamo più avuto in Italia gravidanze plurigemellari. Siamo probabilmente tornati ai livelli del 2004". Lo ha dichiarato Luca Gianaroli, presidente dell`Eshre, società europea della riproduzione umana, ai margini del convegno "Il sistema di Gestione della Qualità nei centri di procreazione assistita" che si è tenuto a Firenze il 9 e il 10 ottobre.
In questi mesi, dopo la sentenza, non tutti i centri hanno congelato gli embrioni che avevano ottenuto. Secondo Gianaroli "parte di questi centri evita la crioconservazione per motivi economici. Infatti, non in tutte le regioni questa pratica è rimborsata dal sistema sanitario e di conseguenza può far lievitare i costi". Inoltre il ginecologo bolognese è convinto gli operatori di altri centri abbiano perso l`abitudine a ricorrere al congelamento e di conseguenza non si troverebbero più nella condizione di utilizzare questa tecnica. "Ad oggi solo 52 centri di Pma in Italia hanno deciso di tornare alla crioconservazione, adottando, però, un codice di autoregolamentazione che evita quella che molti definivano come `dilapidazione` (se mai ci fosse stata) di questo materiale biologico".
Per Claudia Livi, ginecologa protagonista di uno dei ricorsi che hanno portato alla sentenza della Consulta, il cambiamento prodotto dalla decisione della Corte è stato in primo luogo simbolico: "L`attenzione si è spostata dalla tutela dell`embrione alla tutela della salute della donna. Infatti, per proteggere in maniera così stringente l`embrione, è stata messa in pericolo la donna". Nella pratica di tutti i giorni, "è cambiato tutto". Secondo la ginecologa fiorentina, "il poter scegliere ha rimesso nel giusto equilibrio il rapporto medico-paziente, eliminando quelle sperequazioni tra trentenni e quarantenni". Infatti, queste ultime, a causa di una  oggettiva difficoltà a rimanere incinte, erano fortemente penalizzate dall`impossibilità di fecondare e di impiantare contemporaneamente non più di tre embrioni.
La legge, tutt`oggi non consente il ricorso a gameti esterni alla coppia e, secondo la Livi, "limita l`utilizzo dell`analisi preimpianto, garantita esclusivamente alle coppie infertili". Rimangono escluse "le coppie che, pur essendo fertili, rischiano di trasmettere al nascituro malattie ereditarie", poiché la legge prevede che per accedere alle tecniche di Pma la coppia deve certificare la propria infertilità.

di Paolo Ribichini
Pubblicato il 13/10/2009