Addio pensione!
Lavorare dopo i 65 anni
fa bene al cervello
Non solo le tasche: lavorare dopo la pensione riempie anche la vita, migliorandone la qualità e le condizioni di salute. In particolare, chi riesce a continuare la propria professione mantiene le performance mentali ai massimi livelli: è quanto emerge da uno studio della University of Maryland (Usa) guidato da Lu Wang e pubblicato sul Journal of Occupational Health Psychology della American Psychological Association. Dallo studio - che ha coinvolto 12.129 partecipanti di età compresa tra i 51 e i 61 anni tenuti sotto esame per sei anni - è emerso che se i pensionati, piuttosto che smettere di lavorare definitivamente, passano dal loro lavoro a tempo pieno a un`esperienza di lavoro autonoma, temporanea o part-time, si ammalano di meno e invecchiano meglio - sia fisicamente che cerebralmente - dei loro coetanei che, una volta in pensione, si ritirano definitivamente a "vita privata" interrompendo ogni attività lavorativa.
di (19/10/2009)

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