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Al via pillola abortiva, dubbi sulle procedure «Decisione regionale»

Un altro passo avanti verso l’introduzione della pillola abortiva in Italia. L’Agenzia italiana del Farmaco ha dato il via libera definitivo all’utilizzo della Ru486, un metodo alternativo all’aborto chirurgico.  Tuttavia, l’Aifa ha valutato esclusivamente i rischi relativi all’assunzione, lasciando alla politica la decisione di stabilire le modalità di somministrazione compatibili con la legge sull’aborto.
L’Aifa - “L’aborto deve essere effettuato in ambito ospedaliero” come prescrive la legge 194, spiega Guido Rasi, direttore generale dell’Aifa. Tuttavia sono “le regioni che stabiliscono la definizione di ricovero”, e queste “potrebbero anche decidere che la pillola abortiva venga somministrata in Day Hospital”. Dal punto di vista clinico, secondo Rasi, “la pillola abortiva non presenta rischi farmacologici e scientifici”, anche se l`Aifa ha voluto “garantire una maggiore sicurezza rispetto a quello che avviene all’estero”, restringendo l`assunzione della Ru486 “solo entro la settima settimana”. Questa decisione limiterà molto l’uso “ma è un’istanza di sicurezza e noi non transigiamo”, ha dichiarato il direttore. Le due pillole che dovranno essere assunte dalla donna che vorrà abortire non saranno commercializzate in farmacia ma saranno somministrate esclusivamente in ambito ospedaliero. Avranno un costo di 99 euro a carico del servizio sanitario nazionale, “il prezzo più basso d’Europa”, conclude Rasi.
I medici - “La pillola ha certamente un costo limitato. Ma il suo valore commerciale non può essere indicativo del costo complessivo della procedura abortiva”, ha dichiarato Giorgio Vittori, presidente della Società Italiana ginecologi ed ostetrici (Sigo). “Infatti, si innesca un sistema di responsabilità nel quale il medico deve essere vicino alla propria paziente nelle varie fasi non rendendo l`utilizzo della Ru486 economicamente più vantaggioso per la struttura sanitaria”. Tuttavia, al di là del costo, “il suo utilizzo non è semplice: in primo luogo è necessaria una struttura senza medici obiettori, e in secondo luogo è necessario formare il personale”. Per il presidente della Sigo, la Ru486 non può sostituire l’aborto chirurgico perché è rischioso impiegarla dopo la settima settimana di gestazione e “non possiamo, poi, ignorare che nel 5% dei casi la pillola fallisce ed è necessario intervenire comunque chirurgicamente”. Per questo, la Ru486 non può che essere “uno strumento medico che si affianca a quello chirurgico e rappresenta per noi ginecologi un mezzo in più per intervenire in caso di gravidanza indesiderata.
La commissione del Senato - “Stiamo ascoltando una serie di soggetti coinvolti nella sperimentazione della Ru486, per capire se l`uso di questa sia in armonia con quanto prescritto dalla legge 194 che regola l`aborto in Italia”, spiega la senatrice Dorina Bianchi (Pd), membro della commissione parlamentare sulla pillola abortiva. “Ovviamente non siamo in grado di valutare la pericolosità di questa pillola e credo che questo spetti esclusivamente all`Aifa. In ogni modo penso che l`indagine conoscitiva sia sempre utile”. Per la Bianchi, “La pillola permette di abortire probabilmente con meno traumi fisici anche se non possiamo non considerare anche i traumi psicologici. L’aborto è sempre un distacco ed una rinuncia. Per questo è importante che la donna che vuole abortire sia accompagnata in tutto questo processo”. Per la senatrice non può esistere un aborto fai-da-te. “Non bisogna pensare che sia un metodo contraccettivo e per questo dobbiamo evitare banalizzazioni”, anche rifinanziando la prevenzione prevista dalla legge 194. Tuttavia, nell`applicazione della pillola c’è un problema pratico: “La legge  194 prevede una procedura di accompagnamento e di conseguenza un aborto fuori da queste regole è illegale. Per questo la Commissione stabilirà, dopo aver sentito tutti i soggetti che hanno utilizzato la Ru486, se l`uso della pillola è compatibile con la 194 che ritengo un’ottima legge”. La Commissione, che in questi giorni sta raccogliendo le necessarie informazioni “si orienterà in base alle decisioni dell`Aifa anche per quanto riguarda la procedura da seguire. Se c’è incompatibilità tra ciò che stabilisce l`Aifa e la legge sull’aborto dovremo cambiare la 194 o imporre dei paletti all`applicazione della pillola. Tuttavia – conclude la Bianchi –, penso che modificare la legge sull`aborto sia rischioso in questo momento. Di conseguenza sarà meglio, in quel caso, stabilire dei limiti affinché l`uso della Ru486 sia compatibile con la 194”.
Farmindustria - Positivo il commento di Sergio Dompè, presidente dell`associazione confindustriale delle società farmaceutiche: "Una decisione  che viene alla fine di un iter lungo e rispettoso delle procedure di mutuo riconoscimento previste in materia dall`Agenzia europea per i medicinali (Emea) e che ne limita l`uso all`ambito ospedaliero per la massima tutela dei cittadini"

di Paolo Ribichini
Pubblicato il 20/10/2009