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Cuore-salvo per i non fumatori. L’esempio della legge scozzese

Meno attacchi cardiaci, soprattutto tra i non fumatori. Le leggi antifumo, oltre a essere un deterrente contro il dilagare del consumo di sigarette, sono uno strumento essenziale per preservare coloro che il fumo sono costretti a “respirarlo” nei normali ambienti di vita.
Uno studio, pubblicato oggi sul New England Journal of Medicine, esamina il  caso scozzese. Dal 2006, in Scozia è stata varata una legislazione che proibisce il fumo in tutti gli spazi pubblici chiusi. Per verificare gli effetti della nuova normativa il gruppo di ricerca, guidato dal professor Jill Pell, ha preso in considerazione i ricoveri per attacco coronarico acuto nei nove principali ospedali scozzesi e li ha confrontati con i numeri dell’anno precedente nel quale non era ancora avvenuta la restrizione.
I dati che emergono sono confortanti: il numero di ricoveri è sceso da 3235 a 2684, vale a dire una riduzione del 17%. Una riduzione quattro volte maggiore rispetto a quella che si è riscontrata, nello stesso intervallo temporale, in Inghilterra (-4%), dove non c’è ancora una legge antifumo per i luoghi pubblici. Ancora più favorevole il quadro per i non fumatori. All’interno del 17% di diminuzione dei ricoveri, ben i due terzi sono riconducibili a persone che subivano il fumo in maniera passiva. Gli effetti delle legge hanno sortito, in prima istanza, tre conseguenze, tra loro strettamente correlate: la diminuzione della quantità di sigarette consumate, l’abbassamento del numero dei ricoveri per attacco coronario e infarto, la contrazione dei danni del fumo passivo sui non fumatori.

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Pubblicato il 10/09/2008