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Ospedale_cotugno

Nuova influenza:
caso Campania,
il contagio è triplo

In Campania ci sono stati oltre 70mila casi di nuovi contagi durante la scorsa settimana, a fronte dei circa 240mila in Italia, e questo spiega la più alta mortalità registrata in questi giorni rispetto al resto del Paese». A fare il quadro della situazione legata alla diffusione della Nuova influenza è Gianni Rezza, epidemiologo dell`Istituto Superiore di Sanità che spiega come «in Campania sia stato registrato un tasso di nuovi contagi pari a 12 nuovi malati ogni mille abitanti, rispetto alla media nazionale che è del quattro per mille». «Per ora - prosegue Rezza - si sta cercando di capire se il maggior numero di contagi possa dipendere anche da una diversa fase più avanzata di maturazione dell`infezione. Una situazione di alta diffusione della Nuova influenza, comunque, la si è vista in altre città densamente popolate come New York».
Rischi mortalità - Il virus A/H1N1, sebbene si diffonda molto velocemente, si conferma comunque come poco letale rispetto al numero dei malati e la media dei decessi in Italia è dello 0,1 per mille. «I casi di polmonite virale primaria - prosegue Rezza - in persone senza fattori di rischio apparenti, sono stati molto limitati e la stragrande maggioranza dei casi guariscono senza la necessità del ricovero in ospedale. In Campania - aggiunge - quasi tutti i casi di morte si sono verificati in persone che avevano patologie pregresse, aggravate dall`azione del virus della Nuova influenza».
Effetti collaterali vaccino - Un discorso a parte, invece, è quello relativo al vaccino. «Tutti i farmaci - spiega Rezza - possono avere effetti collaterali ma in questo caso non si tratta di un vaccino `sperimentale`. Il farmaco è stato testato prima della messa in commercio ed è necessario, non appena sarà disponibile, vaccinare subito le categorie a rischio e gli operatori sanitari». E come raccomandazione finale Rezza torna a sottolineare come «non ci si debba recare in ospedale alla prima febbre ma contattare il proprio medico di famiglia che deciderà sul ricovero in ospedale. Diversamente - conclude Rezza - si rischia sia di stressare eccessivamente il Sistema sanitario nazionale sia di diffondere ulteriormente il virus».

di Emilio Fabio Torsello (04/11/2009)

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