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Doping, una nanotrappola per scovare l’ormone della crescita

Una minuscola trappola, una “nanotrappola”, per scovare l’ormone della crescita, la sostanza dopante più difficile da individuare con le analisi antidoping. Il nuovo esame, che arriva da una cooperazione italo-americana, è stato realizzato dalla George Mason University della Virginia e dalla Ceres Nanoscience, e con la partecipazione della ricercatrice italiana Alessandra Luchini (nella foto). Il test è ora sottoposto all’esame delle autorità sportive americane per poter essere adottato.
L’ormone della crescita, conosciuto anche come Human growth hormone (Hgh) è noto per favorire la crescita muscolare e il recupero dagli sforzi, permettendo prestazioni atletiche oltre i limiti. Difficile da scovare nelle analisi del sangue - all’ormone non è infatti mai stato trovato positivo nessun atleta - è stato per lungo tempo tra le sostanze preferite dagli atleti che ricercavano un “aiuto” per le proprie prestazioni sportive.
Il nuovo esame anti-ormone della crescita consiste nell’utilizzo di una microscopica particella, grande un quinto di un globulo rosso (circa un millesimo di millimetro) capace di attirare e intrappolare le molecole di Hgh nelle urine, agglomerandole e rendendole più visibili. Come spiega Luchini: “Le nanoparticelle esistono già, noi abbiamo aggiunto soltanto un’esca, cioè una sostanza che permette loro di riconoscere l’ormone”.
Una sorta di “nanotrappola” che, quindi, opera creando degli agglomerati “che possono essere rivelati con un equipaggiamento molto semplice e in pochi minuti”, conclude la ricercatrice italiana. Gli attuali esami antidoping permettono di trovare sostanze illegali nel sangue degli atleti entro le 24 ore dall’assunzione. Il nuovo test con la nanotrappola, invece, è efficace fino a due settimane.

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Pubblicato il 01/08/2008