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La morte del cittadino egiziano: «Nessun caso-colera a Milano»

Tutt`altro che un allarme-colera. La malattia che ha stroncato la vita dell’egiziano morto all`ospedale San Carlo Borromeo di Milano potrebbe non avere nulla a che fare con il Vibrione, il batterio che provoca la malattia letale, dato che il paziente non presentava più i sintomi dal 10 agosto. L`immigrato egiziano sarebbe quindi deceduto a causa di patologie più gravi delle quali era già ammalato.Il ministero della Salute ha precisato in un comunicato ufficiale che "dai primi accertamenti eseguiti a Milano si può escludere che il ceppo isolato sia quello responsabile della forma epidemica contagiosa (la forma classica di colera)". Nessun rischio epidemia, quindi, assicurano le autorità. Stando alle prime analisi, infatti, il ceppo a cui appartiene il batterio colpevole dell`infezione fa parte di sierotipi che provocano patologie gastroinestinali ma non sono responsabili di contagi epidemici. Tanto più che il paziente, fanno notare gli esperti, era sottoposto a dialisi, una condizione di rischio maggiore.Il Ministero ha disposto in ogni caso che l`Istituto Superiore di Sanità intervenga per effettuare la diagnosi di conferma dei sierotipi identificati, diagnosi della quale verrà dato pubblicamente conto non appena saranno disponibili i risultati. Intanto, al San Carlo Borromeo, l`ospedale milanese dove si è verificato il caso, dopo l`iniziale clamore, i sanitari hanno tranquillizzato operatori e pazienti ricoverati. Romana Zappierti, responsabile della direzione medica del presidio ha confermato che "tutto il personale che può essere entrato in contatto con il paziente è sotto osservazione. Lo stesso sta facendo la Asl con i familiari dell’uomo e con i pazienti dimessi in questi giorni. Per fortuna i nostri operatori hanno subito isolato il paziente, scongiurando qualsiasi rischio di infezioni".(20/08/2008)

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Pubblicato il 20/08/2008